La sceneggiata della scissione PD

Una lunga insopportabile sceneggiata. Il PD si scinde per fregarci meglio. Al di là delle tante sparate e delle tante chiacchiere di questi giorni appare evidente come non vi sia nessuna ragione ideale e men che meno ideologica dietro una possibile e, a questo punto, altamente probabile scissione.

L’allegra brigata Emiliano-Speranza-Rossi sa che, se si andasse a votare subito, non avrebbe rappresentanza in parlamento. Allo stato attuale le candidature sono tutte in mano a Renzi e ovviamente il segretario uscente del PD vorrà gente di sua fiducia nel prossimo Parlamento anche perché comunque, dopo la caduta di Porcellum e Italicum, il PD anche nel malaugurato caso in cui vincesse di nuovo avrebbe un margine numerico per governare nettamente inferiore a quello attuale.

Il vero motivo della scissione è dunque esclusivamente legato alle future candidature, non raccontiamoci favole. Lo scenario porterebbe a un PD+R (partito di Renzi) che potrebbe continuare a contare circa il 25% e un PD-R (partito senza Renzi) degli scissionisti con un potenziale elettorale del 5-6%.

Se la legge elettorale rimanesse quella attuale ovviamente la scissione sarebbe un regalo immenso al Movimento 5 Stelle che diventerebbe, anche senza far nulla, di gran lunga la prima forza politica del Paese, nonché l’unica in grado (anche se con moltissima fatica) di raggiungere il fatidico 40% per far scattare il premio di maggioranza.

Lo scenario tuttavia cambierebbe e non poco se l’eventuale premio di maggioranza venisse assegnato a una coalizione. In quel caso cosa farebbero gli scissionisti? Facile immaginarlo: tornerebbero in alleanza con Renzi. Non solo, spacciandosi per ciò che non sono (tipo forze alternative, di Sinistra e altre amenità) punterebbero a recuperare quell’elettorato progressista che non voterebbe mai Renzi, ma anzi sempre più spesso guarda con fiducia e speranza al Movimento 5 Stelle.

E’ un giochetto che ben conosciamo e che funziona molto spesso, anche nelle elezioni amministrative. Non sei presentabile? Semplice, scindi il tuo partito, crea delle pseudo-liste civiche o simili e poi fai una grande coalizione-minestrone. Molto spesso la gente ci casca e ti vota. Quando capisce la fregatura in genere è tardi…

C’è poi una opzione-B (e la lettera non è casuale). Il gioco dell’allegra brigata Emiliano-Speranza-Rossi è infatti piuttosto temeraria, anche se obbligata per il discorso delle candidature sopra ricordato. Lo scenario politico infatti si sta notevolmente evolvendo.

Partendo da sinistra assistiamo al suicidio della cosiddetta Sinistra Italiana di Fassina e Fratoianni, personaggi che avrebbero anche qualcosa da dire (lo hanno fatto in occasione del Referendum), ma che non possono ragionevolmente ambire neanche lontanamente a raggiungere la soglia di sbarramento del 3%. Le uscite di Pisapia e Scotto, in direzione allegra brigata, sono il colpo di grazia a un soggetto politico nato già senza speranze.

Del PD, più o meno R, si è detto.

Il Movimento 5 Stelle, nonostante gli attacchi quotidiani e le mille voci di presunte spaccature, appare al momento di gran lunga come l’unica realtà politica sostanzialmente compatta.

La Lega Nord ormai appare sempre più come un MSI 2.0, molto più vicino al movimento per la Sovranità promosso da Alemanno e Storace che alla ormai logora Forza Italia. L’estremismo in alcuni paesi paga, in Italia solitamente no. Un polo di destra nazionalista in Italia ben difficilmente potrà mai superare il 15%.

Restano dunque i desaparecidos di Forza Italia e degli altri partitini di centro-centrodestra come NCD-ALA-UDC-SC….quelli che una volta venivano chiamati “moderati”. La prospettiva di creare un polo moderato con l’ambizione massima del 10% non è certo esaltante, quindi non resta loro che affiliarsi. Dopo la svolta trumpista-lepenista della Lega non resta che guardare al PD+R.

La prospettiva è dunque quella di una specie di nuova DC (il PD+R) che alternativamente possa guardare leggermente a sinistra (PD-R) o destra (Berlusconi e altri reduci del vecchio centrodestra). L’unica alternativa resta il Movimento 5 Stelle, soprattutto se saprà intercettare il voto di quei tantissimi italiani che vorrebbero politiche per il lavoro (e che dunque non possono fidarsi di un PD-R che ha votato tutte le misure liberticide dei governi renziani) oltre a politiche sul contenimento dell’immigrazione (senza dar seguito alle fanfaronate stucchevoli e neanche tanto vagamente razziste su ruspe, muri e altre ca*?ate fascioleghiste) serie e ragionevoli.

Buon futuro Italia!

PS: qualche giorno fa ho proposto su Rousseau una modifica all’attuale legge elettorale, finalizzata proprio a evitare questo genere di “raggiri democratici”, che ne pensate? LINK

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