L’Italia delle Comunità

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Incipit

Sono nato a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, Toscana. I miei genitori sono nati a Città di Castello, in provincia di Perugia, Umbria.
La casa in cui ho vissuto da quando avevo tre anni fino a quando mi sono sposato, ventisette anni dopo, aveva sulla sua parete a nord un cippo di confine che dal 1441 al 1826 ha segnato il confine di Stato tra il Granducato di Toscana e la leggendaria Repubblica di Cospaia.
Proprio a Cospaia, oggi frazione del comune di San Giustino, in provincia di Perugia, Umbria, ho fatto le scuole elementari. Quel cippo segna oggi il confine tra Umbria e Toscana.
Sono nato su una linea di confine, le case vicine alla mia (si fa per dire visto che in campagna le distanze sono relative) erano già oltre il confine e costituivano una frazione dal significativo nome di Dogana.
Sono nato su una linea di confine, una linea storicizzata da motivi politici, militari, ma non geografici. Il confine divideva e divide una stessa vallata, l’Altotevere. Una sola valle divisa tra due province, tra due regioni.
Sono nato su una linea di confine e quella linea lì, io, non l’ho mai davvero capita e accettata.
Sono nato su una linea di confine e, sarà un caso, vi parlerò proprio di confini. Di come dare loro un senso, di come renderli utili oppure – se ciò non fosse possibile – di come eliminarli.