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Libertà di stampa

Ogni libertà costituzionale, in primis quella di stampa, deve essere rispettata e tutelata. I primi a doverla rispettare e tutelare, usandola con onestà intellettuale, dovrebbero essere proprio coloro che scelgono di fare un mestiere nobilissimo come quello di giornalista. In ogni professione c’è chi esercita con disciplina e onore, ma …

Non pensare all’elefante!

George Lakoff è un linguista di Berkeley. Così scrive della sua opera “Non pensare all’elefante” il critico David Frati: “Ai suoi studenti del corso di Scienze cognitive e Linguistica all’Università di Berkeley, George Lakoff spesso propone un esercizio molto semplice ma invariabilmente destinato a mettere in crisi anche il più …

Fermarsi ai titoli

Sono pochi quelli che leggono interamente un testo, moltissimi invece quelli che si limitano a leggere i titoli. E sui titoli, solo su quelli, danno giudizi. Se siete arrivati a leggere fino a qui sappiate che vi voglio bene. Se ne avete voglia vi chiedo di riflettere con me su …

Liber-Azioni

Il voto francese dimostra ancora una volta come le vecchie categorie destra-sinistra siano ormai state superate da altre. Come avvenuto già in altri paesi la sfida vera, quella avvertita da tutti i popoli, è quella tra un “sistema” di potere economico-politico costituito e la sua antitesi. In Francia vincerà un …

La sceneggiata della scissione PD

Una lunga insopportabile sceneggiata. Il PD si scinde per fregarci meglio. Al di là delle tante sparate e delle tante chiacchiere di questi giorni appare evidente come non vi sia nessuna ragione ideale e men che meno ideologica dietro una possibile e, a questo punto, altamente probabile scissione. L’allegra brigata …

97 milioni di Spa-ghe-tti!

Eravamo bambini quando scoprimmo l’esistenza di questo strano sport chiamato golf. Uno sport in cui si suda molto poco, in cui ci si veste tendenzialmente bene e in cui le cose leggermente più faticose le fa un caddy che ti accompagna lungo un percorso di 18 buche. Lo scoprimmo grazie …

Accetta un consiglio

Ogni mattina un aspirante giornalista si sveglia e sa che dovrà inventarsi uno scoop su Virginia Raggi (meglio se infamante, non importa se verosimile). Ogni mattina un convinto piddino si sveglia e sa che dovrà diffondere a più non posso il presunto scoop anche se in cuor suo sa che è …

(Non) ho perso le parole

E’ passato molto tempo dal mio ultimo post. Il vecchio blog è tornato attivo dopo un lungo periodo di buio, dovuto a problemi server. Alcuni contenuti purtroppo sono andati irrimediabilmente perduti. Certo, il danno è relativo…non è andata perduta un’opera di Dante Alighieri…però dispiace comunque. Almeno a me. A presto!

Eppure dovrebbe essere facile

Se solo noi tutti valutassimo una forza politica per le leggi che deposita e per come vota in aula avremmo in mano un potere immenso. Eppure diamo retta ai gossip, ci comportiamo da ultras, ci informiamo leggendo un titolo di un giornale quando con un briciolo di impegno, andando sul sito della Camera, si scoprirebbe con chiarezza come stanno le cose.

Ma forse è proprio questo il punto. Molti hanno paura di scoprire le cose come stanno. Sarebbe difficile accettare passivamente il fatto che la Repubblica italiana sia nata dalla Trattativa Stato-Mafia. Sarebbe difficile accettare che il partito di Berlinguer sia in mano a Berlusconi o che i valori di destra, quei valori sani, l’onestà, la lealtà e rispetto vengano incarnati oggi da uno come Gasparri.

E’ anche difficile accettare che moltissime notizie che ascoltiamo in TV o leggiamo sui giornali non siano semplicemente manipolate, sono false. C’è un sistema intero – che anche in tempo di crisi riesce a campare sulle spalle di milioni di cittadini – che prova orrore per una forza politica che vuole cambiarlo radicalmente.

Eppure dovrebbe essere facile non credete? Quando ci toglieremo via i paraocchi e saremo liberi di valutare senza pregiudizi cosa una forza politica intende fare? Ogni tanto è bene ricordare agli smemorati o a chi non lo sa che mondo vogliamo.

Noi cittadini (il M5S è solo uno strumento che ci ha permesso di portare nel Palazzo le idee di tutti)

1. Vogliamo tagliare gli stipendi ai parlamentari (e infatti ce li siamo tagliati).
2. Vogliamo abolire il finanziamento pubblico ai partiti (e infatti non abbiamo preso un centesimo di rimborso elettorale).
3. Vogliamo che i parlamentari siano come tutti i cittadini, non casta ma dipendenti pubblici. E infatti nessuno di noi utilizza auto blu (alcuni ne avrebbero diritto).
4. Vogliamo uscire da tutte le guerre e spendere una parte di quello che si risparmia smettendo di bombardare per aiutare le popolazioni in difficoltà nei loro paesi (perché oggi i disperati-profughi-clandestini sono troppi in Italia, cosa diavolo c’entra il razzismo? Oggi l’Italia non ha possibilità socio-economiche per accoglierli tutti, lo capisce anche un bambino ma queste frasi prese e copiate su un giornale di regime ti fanno passare per xenofobo) e l’altra parte per migliorare lo stato sociale in Italia, scuola pubblica, trasporti pubblici e sanità pubblica.
5. Vogliamo una legge sul conflitto di interessi vera, perché risolvere questo problema crea posti di lavoro.
6. Vogliamo dare incentivi statali a chi si auto-produce cibo, energia e a chi non produce rifiuti. Questi sono gli incentivi che servono non quelli per comprare il decoder del digitale terrestre.
7. Vogliamo investire nella prevenzione di frane e alluvioni. Non piangere i morti, fare minuti di raccoglimenti e poi sfruttare l’emergenza per dare quattrini alle mafie.
8. Vogliamo che in galera ci vadano anche i colletti bianchi e non solo i poveri cristi, perché spacciare erba è un reato e fino a che esiste questa legge si deve rispettare ma falsificare un bilancio di una grande azienda, spolparla e mandarla in malora mentre porti denari in Svizzera manda per strada migliaia di famiglie e queste sono azioni che hanno una pericolosità sociale più alta di uno scippo (che va punito – ripeto – come vuole la legge)
9. Vogliamo un paese sovrano, non suddito della UE, delle multinazionali USA o del gas russo. Per questo da 2 anni proponiamo leggi per crerla questa sovranità, sia essa alimentare, politica, energetica o monetaria
10. Vogliamo un Paese dove stiano meglio tutti, i ricchi restino ricchi se hanno fatto soldi legalmente, gli straricchi diano qualcosina per chi vive in miseria. I pensionati d’oro siano felici di vedersi tagliata una parte della loro pensione per alzare le minime.

Vogliamo e lottiamo solo per un mondo più giusto. Se solo fossimo meno egoisti tutti quanti. Se solo fossimo meno egoisti tutti quanti forse qualcuno avrebbe un conto in banca leggermente più basso ma non soffrirebbe nel vedere un figlio che va via dall’Italia, una spiaggia deturpata da un gasdotto, mondezza davanti alla casa dove si passa il Natale, dei morti nel canale di Sicilia costretti dalla fame creata ad arte ad abbandonare le loro case o strade piene di fango se piove 3 giorni. Vogliamo solo lasciare un’Italia più pulita di quella che abbiamo trovato, dal Circo Massimo al Parlamento passando per le scuole, le strade e gli ospedali.

Per sognare questo e voler cacciare via chi ci ha impedito di sognare negli ultimi 30 anni siamo diventati il nemico numero uno di tutto un sistema. Questo è un dato di fatto, mi auguro che chi questo sistema lo subisce non ne diventi complice. A riveder le stelle!

Alessandro Di Battista

 

Odio gli indifferenti

Sta accadendo qualcosa di gravissimo, la FINE della Costituzione Italiana. Quella stessa Costituzione che tanti del PD definivano fino a qualche tempo fa “la più bella del Mondo” (magari non sapevano perché, ma l’aveva detto Roberto Benigni (https://www.youtube.com/watch?v=SWkpb1Me72Q)…). Oggi un bulletto fiorentino che – solo promettendo 80 euro in busta paga – ha preso il 40% alle ultime elezioni e il suo padre politico in attesa della seconda condanna definitiva per concussione e prostituzione minorile stanno devastando 55 articoli su 139 della nostra Costituzione aprendo di fatto le porte a un regime autoritario e pericoloso per il futuro del nostro Paese. Lo fanno ovviamente d’estate, quando l’attenzione generale è minore, ma occorre essere intellettualmente onesti: ormai, almeno in politica, non esistono più le stagioni…e la stagione della totale indifferenza degli italiani dura 12 mesi. Con qualche eccezione, rarissima, puntualmente stigmatizzata e ridicolizzata da una stampa ogni giorno più imbarazzante. Non mi fanno rabbia Renzi e Berlusconi. Loro sono coerenti con la loro naturale indole dittatoriale, col loro egocentrismo sconfinato, con la loro inguaribile affezione alla poltrona. Mi fanno rabbia gli italiani, mi fanno rabbia i disinteressati. Mi fanno rabbia quelli che oggi se ne fregano, non vanno neanche più a votare pensando di fare chissà quale forma di protesta (ecco a cosa serve disinteressarsi della politica, serve a legittimare i politici a fare i loro porci comodi…complimenti!). Mi fanno rabbia quelli che pensano al loro misero orticello, fregandosene del futuro e quindi anche dei propri figli. Mi fa rabbia questa Italia e mi fanno rabbia questi italiani. E non meritano nessun perdono, nessuna giustificazione. Gli italiani hanno, oggi più che mai, i governanti che si meritano. E, per giunta, molti di loro non li hanno neanche votati. Ma un po’ di vergogna no?

Prendo in prestito le parole di Antonio Gramsci, parole scritte quasi un secolo fa, a dimostrazione che l’indifferenza (o l’indifferentismo alla politica come lo chiamava Piero Calamandrei, uno dei veri Padri Costituenti della nostra Italia) è un problema atavico del nostro spensierato e sciagurato popolo:

ODIO GLI INDIFFERENTI

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917

Popolo, sei ‘na monnezza!

Ogni giorno che passa, di fronte all’indifferenza generale (e dunque complice) di milioni di italiani verso le porcate che i partiti compiono quotidianamente, mi rendo conto che i veri responsabili di quello schifo di paese che siamo sono proprio gli Italiani. Italiani brava gente, italiani volemose bene, italiani tengo famiglia. Siamo un paese che si autocondanna all’inutilità, un paese in eterno bilico tra melodramma e tragicommedia. Un paese di vili che da sempre delega la propria esistenza all’uomo solo al comando, come un bambino stupido. Continueranno a depredarci, a insultare anche la residua dignità di questo popolo, come il Marchese di Sordi (http://www.youtube.com/watch?v=Dclfv63lYTA).

Sanno che basta promettere 80 euro (o l’abolizione dell’IMU, fa lo stesso) e il popolo correrà a giustificare ogni ladrocinio, ogni violenza contro la Costituzione e contro il senso stesso della democrazia. Continueranno a pisciarci in testa spiegandoci che piove e che così vuole il destino, o l’Europa, che dir si voglia. Siamo forse l’unico paese al mondo in cui non c’è mai stata una rivoluzione vera (vorrà dire qualcosa?), siamo il popolo che si ribella sempre e solo quando il tiranno è già morto e magari impiccato per i piedi. Allora sì, diventiamo tutti eroi.

Siamo il Paese che condanna, ma comprende…perché in fondo non si sa mai. Siamo autocondannati alle mezze misure e di conseguenza scegliamo mezzi uomini a rappresentarci. La Casta politica non è, come molti pensano, l’immagine della nostra parte peggiore, ma è l’esatta fotografia della società italiana. E fa rabbia, cavolo se fa rabbia. Ma a molti, alla maggioranza degli italiani, sta bene così. Basta che ci siano gli 80 euro per andare a mangiare una pizza fuori. Votiamo da anni dei pubblicitari che i media spacciano per statisti e non ci possiamo neanche lamentare poi se tutto va alla deriva. L’Italia è così da sempre, già Giacomo Leopardi ne parlava approfonditamente (http://www.leopardi.it/discorso_stato.php) nell’Ottocento. Cambieremo mai? Vedremo mai la luce in fondo a questo lunghissimo tunnel a forma di stivale?

Nazarenostyle

Renzi: “Pronti al dialogo ma no a patti segreti o giochetti strani”. La fidanzata di Arcore potrebbe ingelosirsi. #Nazarenostyle (Giulia Sarti)

Questa la replica alla “apertura” al dialogo sulla Legge Elettorale di ieri (da Beppegrillo.it):

Legge Elettorale: Renzi batti un colpo

“Correva il gennaio 2014. Renzie e i giornalai chiedevano a gran voce che il M5S andasse a “vedere le carte” della legge elettorale di Renzie, se no il Paese andava a sbattere. Altrimenti Renzie con chi altro poteva fare la legge se non con Berlusconi? E Berlusconi fu! Il pregiudicato sbattuto fuori dal Senato per merito esclusivo del M5S che chiese il voto palese e accelerò la discussione in aula, fu in seguito accolto in gran pompa da Napolitano al Quirinale come novello padre costituzionale. E chi altri poteva fare le riforme della P2 se non un condannato in via definitiva nonché ex iscritto alla P2 (tessera 1816, ndr)? La logica in questo è impeccabile.
Il M5S avviò a gennaio una discussione on line con gli iscritti, seguita da un voto, su ogni singolo punto possibile di una nuova legge elettorale con l’aiuto del professor Giannuli. La legge M5S è stata quindi depositata in Parlamento e siamo arrivati prima della legge elettorale di Renzie e Berlusconi, primi con il passo della tartaruga, ma della democrazia partecipata. Ricordate? Se non si faceva la legge entro il 25 gennaio non doveva cadere il mondo? Rileggetevi gli articoli dei quotidiani di allora. Pura comicità.
E ora? Ora sono avvenute due cose che hanno cambiato lo scenario: il M5S ha una legge approvata dai suoi iscritti (e non discussa a porte chiuse in un ufficio del Pd in via del Nazareno) e Renzi è stato legittimato da un voto popolare e non a maggioranza dai soli voti della direzione del Pd. Quindi qualcosa, anzi molto, è cambiato. La legge M5S è di impronta proporzionale, non è stata scritta su misura per farci vincere come è stato per l’Italicum, scritto per farci perdere. E ora? Se Renzi ritiene che la legge M5S possa essere la base per una discussione comune, il cui esito dovrà comunque essere ratificato dagli iscritti al M5S, Renzi batta un colpo. Il M5S risponderà. All’incontro eventuale con il Pd, che speriamo ci sia, parteciperanno i due capigruppo M5S di Camera e Senato, oltre a Danilo Toninelli, estensore tra altri della versione definitiva della legge e Luigi Di Maio come massima rappresentanza istituzionale in Parlamento nel suo ruolo di vicepresidente della Camera.” Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio

Leggi e scarica la legge elettorale del M5S

 

Fascismi da Drive In (caso Renzi-Mineo)

FATTO:
Corradino Mineo e Vannino Chiti, senatori del PD che si sono permessi di esprimere dubbi sulla riforma del Senato (sostituzione dei senatori eletti con senatori nominati) voluta da Renzi, sono stati sostituiti d’imperio nella Commissione Affari Costituzionali con i fedelissimi del premier Zanda e Migliavacca.
mineo
Grillo espelle ed è chiamato fascista. Renzi fa la stessa cosa, solo più in grande (prima Letta, ora Mineo e Chiti) ed è “l’innovatore che combatte contro la palude”. Del resto l’Italia si è consegnata nelle sue mani e agli italiani piace l‘uomo solo al comando…ecco, ora c’è. Contenti voi… (comunque forzare le regole per approvare un’assurda riforma del Senato e soprattutto la legge elettorale che porterà Renzi alla sconfitta – sì oggi sembra impossibile, ma segnatevi queste mie parole – è quasi dantesco)
 
Riporto il post odierno su Facebook di Andrea Scanzi, che sottoscrivo in pieno:
Prestate molta attenzione al mantra di Renzi di fronte ai dissidenti Pd: “Qualche senatore non può ostacolare le riforme, il veto di alcuni non può frenare il voto di milioni di italiani”. Che significa? Significa che Matteo Renzi, con inusitata e pericolosissima arroganza, utilizza la maggioranza avuta dagli italiani come mannaia su qualsiasi forma di opposizione. E’ esattamente la stessa tecnica di Berlusconi e berlusconiani, quando di fronte a critiche inattaccabili o addirittura condanne definitive solevano dire: “Sì, ma Berlusconi ha avuto il voto di 10 milioni di italiani”. E quindi? Se uno ha vinto le elezioni può – in buona sostanza e con rispetto parlando – fare il gran cazzo che gli pare? Renzi, anche in questo, è come Berlusconi. Né più né meno, anzi meno perché è meno furbo. Ha toni apparentemente più garbati, ma la sostanza del suo decisionismo è per certi versi prossima al fascismo: o stai con lui o sei fuori. Ad ascoltarlo viene in mente “Il potere dei più buoni” di Giorgio Gaber.
 
Vorrei far presente a Renzi tre cose. 
1) Il Pd renziano ha stravinto le Europee, non le politiche nazionali. Il Parlamento è sempre lo stesso, la maggioranza è sempre quella e – finché non troverà una scusa per tornare in fretta al voto – la sua vittoria del 25 maggio sarà enorme ma pur sempre di Pirro. Senza Alfano e Berlusconi, al Senato, non va da nessuna parte.
2) Chi lo ha votato il 25 maggio, non ha votato anche un codicillo nascosto che diceva “Chiunque non è d’accordo con la riforma finta del Senato deve essere epurato e magari fucilato in pubblica piazza, se non passa il Senato alla francese mi suicido”. Molto semplicemente, a quel quasi 41 percento di votanti non frega una mazza del Senato ma si aspetta ben altre riforme
3) Se il Senato fosse già cancellato, cosa che comunque Renzi non prevede (lo renderebbe solo inutile e pressoché ugualmente costoso), l’ennesima bischerata di ieri del Pd sulla responsabilità civile dei magistrati non potrebbe essere aggiustata al Senato. Nel giorno in cui Renzi rilancia le sue riformacce volte al monocameralismo farlocco, finge di non accorgersi che i primi ad aver bisogno del bicameralismo sono proprio quelli del Pd.

La speranza contro la rabbia

Expo, Mose, Tav, appalti terremoto e G8 L’Aquila, Monte dei Paschi di Siena ecc… in ogni inchiesta spunta fuori il marcio e ogni volta sono coinvolti esponenti sia del Partito Democratico che di Forza Italia. Ma il problema dell’Italia sono quelli che dicono le parolacce, s’intende. PD e FI sono invece la “speranza” contro la rabbia, vero? #NoNoMaRivotateli