Ursula von der Leyen ha deciso: il Parlamento europeo può pure starsene zitto. Il piano ReArm EU, che prevede prestiti multimiliardari per rafforzare l’industria della difesa, andrà avanti senza il voto dell’Eurocamera.
Altro che dibattito democratico: Ursula e la Commissione useranno l’articolo 122 dei Trattati, pensato per emergenze vere, tipo pandemie o catastrofi, per bypassare tutto e tutti. Il problema? L’ufficio legale del Parlamento ha già detto che non è legittimo, che c’è un abuso di potere e che le motivazioni fanno acqua da tutte le parti.
Ma niente: la Commissione tira dritto, con la stessa delicatezza di un carro armato in un campo di fiori.
Dall’altra parte, l’unica cosa che rischia il vero blackout è la democrazia europea. Perché quando si mette il silenziatore ad un Parlamento (peraltro già depotenziato di suo) e si finanziano le armi senza confronto, non si chiama Europa dei popoli, ma lobby dei produttori d’armi. L’esatto contrario dell’Europa che vogliamo, l’esatto contrario dell’Europa che nell’articolo 3 del suo trattato istitutivo recita “L’Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli”.
Fermiamo la deriva autoritaria mascherata da emergenza. Diciamo NO al riarmo europeo. Rifondiamo l’Europa.

