Dom. Gen 18th, 2026
Fa ribrezzo – sì, ribrezzo – vedere oggi certi politici e giornalisti gareggiare a chi riesce a incensare di più Papa Francesco, dopo anni passati a criticarlo con ferocia, dileggiarlo, metterne in discussione ogni parola, ogni gesto, ogni respiro.
Gli stessi che lo accusavano di essere “troppo di sinistra”, “poco spirituale”, “troppo umano”, oggi si stracciano le vesti con elogi grondanti falsità. Gli stessi che lo insultavano per le sue parole sul no al riarmo, sul genocidio dei palestinesi, sulle guerre nel mondo, sui migranti, sulla povertà, oggi si scoprono improvvisamente devoti, accorati, affranti.
Ma non è commozione. È calcolo. È convenienza.
Non c’è niente di più indecente del rispetto postumo di chi ha disprezzato in vita.
Il Papa non è cambiato. Sono cambiati loro, o meglio: si sono adeguati. Perché ora conviene.
Ma la verità resta, e la verità ha memoria.
 
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Gaza, Francesco e l’ipocrisia di Israele
“Riposa in pace, Papa Francesco. Che la sua memoria sia una benedizione.”
Questo messaggio — semplice, umano, doveroso — è stato cancellato dalle ambasciate israeliane nel mondo, su ordine del loro Ministero degli Esteri.
Perché? Perché Francesco ha osato — in vita — dire la verità: che la guerra è una follia. Che ciò che accade a Gaza è disumano. Che la giustizia non ha bandiere, ma ha il volto dei bambini, dei poveri, degli emarginati.
Il patriarca Pierbattista Pizzaballa lo ha detto con chiarezza: “Gaza rappresenta il cuore del pontificato del Papa”.
Perché lì Francesco ha scelto di stare. Con quella piccola comunità cattolica assediata. Con chi non ha voce, non ha protezione, non ha potere.
Ogni sera, alle 19, telefonava. Ogni giorno, pregava. Ogni sua parola, era spesa per costruire pace, non propaganda.
Israele oggi cancella il cordoglio per un uomo di pace perché ha avuto il coraggio di non schierarsi con i carri armati. Perché ha ricordato al mondo che anche a Gaza vivono esseri umani.
Un gesto piccolo, meschino, ma rivelatore: anche da morto, Papa Francesco fa paura a chi confonde la forza con la giustizia, e il silenzio con il rispetto.
Non c’è bisogno di molte parole.
Solo una verità che pesa come pietra: chi ha paura delle parole di un uomo disarmato, non ha più nulla da difendere se non la propria vergogna.
 
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𝐏𝐚𝐩𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨, 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚̀
Se n’è andato ieri, in silenzio, Papa Francesco.
Un pastore con l’anima del profeta. Un uomo che ha scelto la tenerezza in un mondo che applaude la forza.
Ci lascia il suo sogno più grande: quello della Pace.
Ha avuto il coraggio di dire che il riarmo è una follia. Che la guerra è sempre una sconfitta. Che il potere non vale nulla se non serve i più fragili.
In un’epoca in cui parlare di pace sembra utopia, lui l’ha fatto con ostinazione, con fede, con amore. Ha creduto fino all’ultimo che un altro mondo fosse possibile: più giusto, più umano, più fraterno.
Le sue parole non sono solo memoria. Sono seme.
Ci chiede di continuare. Di non tacere. Di non lasciarci assuefare al rumore delle armi, all’indifferenza, alla paura.
📿 “La pace si costruisce artigianalmente, ogni giorno.”
– Papa Francesco (2015)
Grazie, Francesco.
Il tuo sogno cammina con noi.
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di admin

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