Oggi ho partecipato alla sessione conclusiva del Confronto deliberativo di #Nova. E’ stata una delle esperienze politiche più belle e stimolanti a cui abbia mai partecipato.
In questi mesi, migliaia di cittadine e cittadini — la maggior parte senza tessere di partito in tasca — si sono seduti attorno a un tavolo per rispondere a una domanda semplice e concreta: cosa deve fare il prossimo governo progressista per migliorare davvero la vita delle persone?
Ne è uscito un lavoro serio, articolato, radicato nella realtà: lavoro, fisco, sanità, scuola, ambiente, migrazioni, informazione, investimenti. Niente proclami, niente slogan. Proposte.
Ora il percorso entra nella sua fase più importante: a luglio le istanze elaborate da NOVA saranno confrontate con quelle delle altre forze politiche progressiste, per arrivare a settembre alla definizione di un programma di coalizione condiviso. Un programma scritto dal basso, verificabile, su cui chiedere un mandato agli elettori.
Essere #Progressisti significa, prima di tutto, non avere paura del confronto e non temere l’innovazione.
Significa credere che le idee migliori non nascano nelle stanze dei dirigenti ma nell’incontro tra persone diverse.
Lasciamo volentieri agli altri le “nostalgie” e i riti del passato.
Noi stiamo costruendo qualcosa di nuovo.

