Enrico Letta, il Binotto della politica italiana

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Che stratega! Prima chiude in malo modo con Conte accusandolo di aver fatto cadere il governo dell’amatissimo (da lui) Draghi. Accoglie nel proprio “campo” Di Maio, Brunetta, Carfagna, Gelmini e chiunque decida di tradire i propri precedenti legami. Punta tutto sulla fantomatica “agenda Draghi” spostando l’asse della propria coalizione ancora più al Centro (tanto la sinistra è morta…) per parlare ad una voce sola con Renzi e Calenda. Senza tuttavia riservare qualche stilettata a Renzi che, come ben noto (soprattutto a lui) non è tipo permaloso… Ingloba Articolo Uno prendendosi Speranza, ma non Bersani che saggiamente preferisce auto-pensionarsi anziché mettere la faccia su un minestrone impazzito. Si prende anche i partitini della “lista cocomero” di Fratoianni e Bonelli, anti-draghiani fino a ieri e dunque immediatamente massacrati sui social dai propri (pochi, ma battaglieri) attivisti che avrebbero invece preferito un patto alla Mélenchon con Conte e Bersani.

Poi l’abile stratega, il Binotto della politica italiana, lancia una proposta politica sicuramente indigesta ai centristi/ex destri: una timidissima mini-patrimoniale per pagare un piccolo bonus (lui la chiama “dote”) ai 18enni. Sia chiaro, è la solita proposta auto-disinnescata tipica del PD, ma tanto basta allo scorpione Renzi per alzare la posta e – in coppia con l’altro egomaniaco Calenda – minacciare la nascita di un terzo polo (che poi sarebbe il quarto, ma lasciamo perdere). Se dunque i centristi volessero andare fino in fondo il gran genio di Enrico Letta porterebbe a casa un campo strettissimo con dentro solo il suo PD, Di Maio (ormai l’ha adottato, contento lui) e gli anti-draghiani del cocomero…obiettivo 20% se va bene.

Letta, sapevi con chi avevi a che fare… Pensavi davvero di fregare Renzi? Ti stupisci che un’area politica costituita da Renzi, Calenda e mezza ex Forza Italia possa “aiutare la destra”? Ma pensa…

La strategia del segretario PD, a questo punto, consegna senza nemmeno combattere tutti – ma proprio tutti – i collegi uninominali alla destra. La Destra, alla Camera, parte dunque già da 130-0. Gli altri 270 seggi saranno da assegnare col proporzionale e la Destra ne prenderà – almeno – la metà. Partita ampiamente chiusa prima ancora di iniziare.

Caro Letta, a questo punto il dubbio è legittimo: la strategia del PD l’hai fatta te o tuo zio Gianni?

PS: serve organizzare una seria opposizione all’ormai imminente ed inevitabile governo Meloni, occorre dunque dare la massima forza elettorale possibile a quelle forze politiche che possono concretamente fare opposizione. Non al PD dunque.

PS2: probabilmente Calenda e Renzi stanno soltanto “alzando la posta” per ottenere qualcosa e alla fine comunque si alleeranno col PD. Se lo faranno sarà tuttavia a costo di un sostanziale ridimensionamento del ruolo di Letta stesso. Altro che front-runner! Comunque vada, per il PD, sarà un disastro.

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