Il campo largo degli scontenti

by admin

“Ha vinto la strategia del campo largo” dice Letta. Quale campo largo?

Chi vince di rado – è comprensibile – tende ad esaltarsi alla prima piccola vittoria. Come quando a calcetto perdi 10-0, ma segni un gol e urli fino a perdere il fiato “RIMONTA!!!!”. Poi ovviamente perdi 15-1.

Le elezioni amministrative sono una sfida molto diversa da quella delle Politiche con cui dovremo confrontarci tra meno di un anno. In questa tornata di Amministrative emergono tuttavia alcuni dati che dovrebbero far riflettere in prospettiva:

  1. Il centrodestra molto spesso si è diviso, ma pare molto probabile che riuscirà – come sempre – a ritrovare unità in prossimità delle Politiche;
  2. A destra la Meloni fa giustamente la voce grossa, questo è innegabilmente il suo momento migliore, ma anche per questo – da politica ormai pratica dei Palazzi nei quali vive da 16 anni – sa bene di doversi guardare bene dai nemici per definizione più pericolosi: gli alleati;
  3. Il “grande Centro” alle Amministrative riscuote ancora una volta un buon successo, come accade abbastanza spesso. In ogni città, volendo, si può trovare un professore conosciuto, un imprenditore, un organizzatore di eventi o comunque un personaggio noto e non estremista che può riscuotere successo. Va dato atto a Calenda e compagnia di essere stati bravi a scegliere i candidati giusti per alimentare, anche grazie a una intensa campagna mediatica, la narrazione di un nuovo grande Centro che gli elettori non vedrebbero l’ora di votare. Ricorda molto lo scenario di 10 anni fa, con Monti al posto di Draghi. Già allora c’era Calenda, candidato nella lista personale di Monti;
  4. Il Movimento 5 Stelle a furia di intoppi e traumi vari rischia davvero di aver perso definitivamente la bussola. La gioia del PD, che pensa di far un sol boccone dei consensi superstiti del vecchio Movimento, rasenta tuttavia la più assoluta e imperdonabile idiozia. Qualora davvero il Movimento dovesse scomparire, come molti personaggi soprattutto della presunta sinistra sperano, ben pochi voti finirebbero al PD. La scomparsa del M5S sarebbe, in realtà, il miglior regalo possibile al centrodestra;
  5. A Sinistra, dal buon lavoro fatto da Europa Verde e Sinistra Italiana (anche loro bravi a scegliere validi candidati di area progressista), pare muoversi qualcosa. Il che è già una notizia. La strada per arrivare a creare una NUPES italiana è tuttavia ancora lunghissima e ricca di ostacoli, keep calm!
  6. La costellazione di partiti antisistema, a partire da Italexit, almeno a livello amministrativo è irrilevante;
  7. Un tempo alle elezioni comunali ci si stupiva se votava meno del 90% degli elettori, oggi quel valore è dimezzato. In vista delle Politiche c’è un “partito” da 20 milioni di elettori in attesa di un progetto serio e convincente, altrimenti resterà a casa…il vero campo largo, anzi larghissimo, è quello degli scontenti. Un altro campo in cui il PD non pescherà più di tanto, soprattutto finché resterà ancorato alla politica lettiana del morto a galla.
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