Siamo ancora al (secondo) 18 brumaio

Karl Marx nel suo testo “il 18 brumaio di Luigi Bonaparte” scriveva:

Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano per, così dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa. Caussidière invece di Danton, Louis Blanc invece di Robespierre, la Montagna del 1848-1851 invece della Montagna del 1793-1795 il nipote invece dello zio (NdA: suppongo si riferisse alla famiglia Bonaparte, non che fosse già in grado di prevedere le sorti della famiglia Letta…anche se…). È la stessa caricatura nelle circostanze che accompagnano la seconda edizione del 18 brumaio!

Da tempo ho questa sensazione di dejavu, di un ciclico ritorno a situazioni e tipologie di ragionamento politico che pensavo fossero ormai superate e dimenticate. Provo questa sensazione quando vedo gli eterni ritorni di soggetti politici che, da sempre ostili alla sola idea di fare un passo indietro o anche solo di lato, cercano di riprendere il centro della scena come tanti senatori Binetto.

Calenda e Renzi, pur litigando tra loro come i proverbiali due galli nello stesso pollaio, parlano quotidianamente di un nuovo Centro draghiano e il richiamo alla Balena Bianca democristiana è evidente nonché palesemente dichiarato; Paragone rilancia nella sua rete forsennatamente tutte le bufale possibili e immaginabili per accaparrarsi quello che una decina di anni fa era una componente numericamente importante dell’elettorato e – ahimè! – degli attivisti del vecchio Movimento grillino; la Lega propone referendum contro la giustizia che nemmeno il Berlusconi al massimo della propria forza avrebbe mai avuto la sfrontatezza di ipotizzare; la sinistra – garanzia assoluta di perseveranza – continua a scindersi e rendersi ininfluente.

Le elezioni del prossimo anno ci precipitano in uno scenario davvero deprimente. Un eterno ritorno, con i toni della farsa, della costante ingovernabilità di questo bellissimo quanto disgraziato Paese.

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