Missile boomerang

L’unica cosa certa, purtroppo, è che sono morti due agricoltori polacchi. Su tutto il resto emergono come al solito le ipotesi più disparate.
In ogni guerra – diceva Eschilo – la prima vittima è sempre la verità. E la guerra in Ucraina non fa per nulla eccezione.
Dalle ultime notizie e soprattutto dalle ultime “interpretazioni” persino gli USA stanno alleggerendo i toni nei confronti della Russia ed anzi dichiarano apertamente come il missile atterrato in Polonia sia partito probabilmente dall’Ucraina. Lanciato da chi? Probabilmente non lo sapremo mai.
Ciò che è accaduto induce a molteplici riflessioni.
1) Ora più che mai occorre lavorare a un serio negoziato di pace. I rischi di un “incidente” sono enormi e le conseguenze non sarebbero sostenibili per nessuno;
2) Assodato che la Russia non vuole la pace, occorre capire se almeno l’Ucraina ne abbia interesse. Le dichiarazioni di Zelensky al G20, gli attacchi in Crimea e – se fosse confermato – il tentativo di “creare l’incidente” avvenuto nelle scorse ore in Polonia, unito all’ennesima richiesta di attuare sull’Ucraina una no-fly zone fanno ormai intendere anche ai più ottimisti come Kiyv veda la guerra come unica soluzione del conflitto, a costo di tirar dentro al combattimento le truppe della NATO;
3) Gli incontri dei giorni scorsi tra USA e Cina, i contatti tra le intelligence americane e russe in Turchia e infine la tiepidissima reazione delle ultime ore alla vicenda polacca definiscono un repentino cambiamento nella strategia americana. Forse scottato dalla mezza sconfitta nelle elezioni di Midterm (nelle quali comunque, rispetto alle previsioni può dire di essersi almeno in parte “salvato”), il presidente Biden ha finalmente deciso di usare anche la leva del freno prima di precipitare definitivamente nel burrone di un conflitto totale;
4) La stessa Polonia pare aver gestito finora senza isterie il pur grave fatto di ieri. Leggevo in traduzione ieri sera alcuni dei maggiori giornali polacchi (Gazeta Wyborcza, Fakt, Trybuna e Rzeczpospolita) e il missile a volte non era nemmeno la prima notizia. Non me l’aspettavo davvero;
5) Come in ogni guerra, ahinoi, “le uniche note comiche le mette l’Italia” (cit.). Oltre ai giornali polacchi purtroppo ho letto anche quelli italiani e per molti di loro sembrava arrivata – magari anche finalmente, dal loro punto di vista – l’ora delle decisioni irrevocabili… E per alcuni politici in ansia da prestazione mediatica arrivavano tweet compulsivi, totalmente privi di quella prudenza e ragionevolezza indispensabili in momenti come questi. Devo fare nomi e cognomi: Enrico Letta e Carlo Calenda ieri sera hanno veramente toccato il fondo. Calenda, ancora in trance agonistica dopo aver portato ben mille persone in piazza a Milano contro la Pace, non ha perso tempo nel lanciare il suo personalissimo “armiamoci e partite”. Lo stesso discorso vale per il segretario del PD…chissà se ora capirà come mai la piazza di Roma – cento volte più numerosa di quella milanese – lo ha sonoramente contestato.
Attenti dunque a giocare con i missili, anche solo mediatici, non è un gioco da fare. Alcuni fanno il giro, tornano indietro e distruggono anche la credibilità di chi li lancia.

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