#004 Pinguini Tattici Nucleari, Le Gentil (2015)

Nella vita ci vuole costanza, determinazione e anche un po’ di fortuna. L’astronomo francese Guillaume Le Gentil dimostrò ampiamente di possedere le prime due qualità, ma non la terza. Alla sua incredibile storia, che ricordiamo oggi in memoria dell’incredibile sfortuna che lo colpì il 3 giugno 1769, è dedicata questa canzone dei Pinguini Tattici Nucleari.

Leggiamo da Wikipedia: Egli è ricordato prevalentemente per la sorte avversa che si abbatté su di lui quando decise di osservare il transito di Venere del 1761 a Pondicherry, una colonia francese in India. Partì da Parigi nel marzo del 1760, e raggiunse Île de France (Mauritius) a luglio. Ma una volta appreso della guerra che era scoppiata tra la Francia e l’Inghilterra, ritenne troppo rischioso cercare di raggiungere Pondicherry, e così decise di dirigersi altrove; in seguito si imbarcò su una fregata che era diretta verso la costa Coromandel dell’India, e partì nel marzo del 1761. Quando erano ormai quasi giunti a destinazione, vennero a sapere che l’Inghilterra aveva occupato Pondicherry, e quindi la fregata fu costretta a ritornare a Île de France. Venne il 6 giugno, il giorno del transito, e il cielo era terso, ma Le Gentil non poté fare osservazioni astronomiche con la nave in movimento. Si era recato all’estero per osservare il transito solare di Venere, e siccome nell’arco di 8 anni ce ne sarebbe stato un altro, decise di restare (i transiti solari di Venere si verificano in coppie, a distanza di 8 anni l’uno dall’altro, ma più di un secolo intercorre tra ognuna di queste coppie). Trascorse parte del tempo a disegnare una mappa della costa orientale del Madagascar, poi decise di osservare il transito solare del 1769 da Manila, nelle Filippine. Ma incontrò ostilità da parte delle autorità spagnole del luogo, e così si diresse di nuovo verso Pondicherry, dove arrivò nel marzo del 1768, che nel frattempo era ritornata alla Francia in seguito al trattato di pace del 1763. Costruì un piccolo osservatorio e aspettò pazientemente. Finalmente, il giorno dell’evento arrivò (3 giugno 1769), ma nonostante le altre mattinate di quel mese fossero state tutte serene, quel giorno il cielo divenne coperto, e Le Gentil non poté osservare nulla. Per un certo periodo di tempo rasentò la pazzia, ma alla fine riuscì a recuperare le forze per poter ritornare in Francia. Il viaggio di ritorno fu attardato prima dalla malattia, ed in seguito da una tempesta che lo costrinse a sbarcare a Île Bourbon (Réunion), dove dovette aspettare una nave spagnola che lo riportò a casa. Ritornato finalmente a Parigi nell’ottobre del 1771, scoprì che le autorità avevano decretato la sua morte presunta, qualcuno aveva preso il suo posto nell’Accademia Reale delle Scienze, sua moglie si era risposata, e tutti i suoi averi erano stati divisi tra gli eredi. Per risolvere quest’ultimo problema ci vollero molti processi, ma l’intervento del re gli restituì immediatamente un posto in accademia; si risposò e visse apparentemente felice per altri 21 anni.

 

Cerco Venere

E sono otto mesi che non mi rado la barba

Sotto un cielo che non promette tregue

Ascolto la colonna sonora di Into the wild

Sul mio fidato Ipod

Cerco Venere

In un mondo in cui si possono dire le bestemmie

Ma è assolutamente vietato pentirsi

E un dubbio, un dubbio, un dubbio mi attanaglia

Mormora, mormora, mormora

Guglielmo, di questo passo va a finire

Che tutti si dimenticheranno di te

E va bene, va bene, non ti interessa lo so

Ma ti immagini tua moglie risposata con Paolo Fox

La tua casa piena di stronzate New Age

Niente più Bach solo assoli di Jimmy Page

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

La paura ti definisce, le aspirazioni no.

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

Trema.

Cerco Venere

Prendo a pugni la terra straniera e sputo nel mar

Figlio di un cognome che non mi rappresenta piu

I testi delle mie canzoni preferite

Li scambierei con parole comuni io

Cerco Venere

E faccio un appello a chi Venere l’ha trovata gia’

Vi prego, vi prego, insegnatemi come si fa

A giocare alla liberta’ fingendosi schiavi

A giocare a guitar hero credendosi Skrjabin

Guglielmo caro, avessi fumato erba da ragazzo

Oggi forse avresti vinto il nobel per la chimica

E invece la tua pancia vuota pensa per te

Mentre il tuo cervello ha bisogno di mangiare

La grande bugia della formica, di spartaco che impugna la sica

Per trovare il modo di sopportare la fatica

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

La paura ti definisce, le aspirazioni no.

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

Trema.

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

La paura ti definisce, le aspirazioni no.

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

Hai paura adesso? Hai paura adesso?

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