#003 Lucio Dalla, Telefonami tra vent’anni (1981)

Ho conosciuto questa canzone solo nel 2020 e per puro caso: guardavo il film “Il nome del figlio” e, ad un certo punto i tre protagonisti (Rocco Papaleo, Alessandro Gassman e Luigi Lo Cascio) si sono messi a cantarla a squarciagola…da brividi. Lucio Dalla scrisse questo testo nel 1981, immaginando il mondo del 2000 con tutte le sue incognite e le sue speranze. Per me, nato nel 1980, è una canzone molto significativa ed esprime tutti i sogni, le attese e le illusioni di quel fantasmagorico mondo che ci attendeva. “E se telefoni tra vent’anni, butta i numeri tra le stelle”.

 

Telefonami tra vent’anni

io adesso non so cosa dirti

non so risponderti

e non ho voglia di capirti

Invece pensami tra vent’anni pensami

io con la barba più bianca e una valigia in mano

con la bici da corsa e gli occhiali da sole

fermo in qualsiasi posto del mondo chi sa dove

tra miliardi e miliardi di persone

a bocca aperta senza parole

nel vedere una mongolfiera

che si alza piano piano

e cancella dalla memoria

tutto quanto il passato

anche linee della mano

mentre dall’alto un suono

come un suono prolungato

il pensiero che è appena nato

si avvicina e scende giù

Ah io sarei uno stronzo

quello che guarda troppo la televisione!

Beh qualche volta lo sono stato

importante è avere in mano la situazione

Non ti preoccupare

di tempo per cambiare ce n’è

così ripensami tra vent’anni ripensami

vestito da torero con una torta in mano

l’orecchio puntato verso il cielo

verso quel suono lontano lontano

ma ecco che si avvicina

con un salto siamo nel duemila

alle porte dell’universo

importante è non arrivarci in fila

ma tutti quanti in modo diverso

ognuno con i suoi mezzi

magari arrivando a pezzi

su una vecchia bicicletta da corsa

con gli occhiali da sole

il cuore nella borsa

impara il numero a memoria

poi riscrivilo sulla pelle

se telefoni tra vent’anni

butta i numeri fra le stelle

Alle porte dell’universo

un telefono suona ogni sera

sotto un cielo di tutte le stelle

di un’inquietante primavera

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