Il cielo è azzurro sopra Wembley!

L’abbraccio fraterno, indimenticabile, tra Mancini e Vialli.
La grinta di Daniele De Rossi, la stessa del 2006.
Spinazzola che salta di gioia e viene premiato con le stampelle.
Barella che guarda la medaglia che ha al collo ancora incredulo.
Chiellini che a 37 anni tiene ancora a bada un fuoriclasse come Kane.
Bonucci che pare la reincarnazione di Materazzi, ma con ancora più sana arroganza.
Jorginho che sembra debba uscire dopo pochi minuti e invece li gioca tutti e 120 con la solita impeccabile maestria.
Le lacrime di dolore prima e di gioia poi di Federico Chiesa (senza contare quelle, sicure, di papà Enrico).
Bernardeschi che a furia di provare giocate sembra sempre il più pazzo della compagnia (nel 2006 c’era Oddo, oggi lui).
Il simpatico e fiducioso tecnico inglese che mette in campo Rushford e Sancho apposta per tirare i rigori, ma poi sbagliano entrambi.
Mattarella che allarga le braccia in segno di vittoria come il più illustre dei suoi predecessori, Sandro Pertini, nel 1982.
Lo sguardo corrucciato della royal family e baby George che oggi ci disprezza tutti, ancora più del solito.
L’Italia che espugna Wembley come non succedeva da anni. L’ultima volta, per dire, segnò Fabio Capello, nel 1973.
No, non è solo un gioco. E stasera è festa per tutti noi. La Coppa torna finalmente a casa, lo dicevano da giorni. A casa nostra!
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