Riflessioni sulla vivibilità urbana

Torno a scrivere dopo una lunga assenza. Due mesi fa mi sono sposato e sto vivendo un momento bellissimo della mia vita: una breve pausa, dopo sette anni di ininterrotta e intensa attività politica, era giusto prendersela.

Lo scorso 20 settembre ho partecipato, su invito della portavoce prof.ssa Gabriella Barbagli, all’incontro operativo del “Comitato dei cittadini per il Buon Governo”. Si trattava di una riunione ristretta finalizzata all’elaborazione di un documento da presentare al Sindaco nell’incontro di giovedì 22 settembre.

L’incontro è stato bruscamente interrotto da tre persone, capeggiate dall’ex assessore tifernate Arcangelo Milano (nella foto), che ha chiesto di “intervenire”. Gli abbiamo spiegato la natura di quell’incontro, ma il Milano non ha voluto sentir ragioni ed ha iniziato ad inveire, lamentando la lesione dei suoi “diritti civili” e pretendendo l’esibizione di una “tessera” da parte dei componenti del Comitato…evidentemente credeva di essere a una riunione di partito…

Non abbiamo ceduto alle provocazioni e abbiamo proseguito la nostra riunione in altra sede, spostandoci dalla sala della Comunità Montana (regolarmente richiesta per una riunione privata) alla sala di un circolo privato cittadino. Il Milano circa un’ora più tardi “seguiva” insieme ad altre persone i componenti del comitato anche nel nuovo luogo di riunione. Veniva tuttavia pregato dai gestori del circolo di non disturbare la riunione. Milano e i suoi rimanevano dunque in attesa a “fare picchetto” attendendo l’uscita delle persone riunite in assemblea con un ben chiaro intento intimidatorio.

Il Milano proseguiva poi la sua “battaglia” sulle pagine di facebook, a suon di insulti. Milano apostrofava le circa trenta persone del comitato riunite in assemblea come “trenta persone stufe di vivere che vorrebbero una città dormitorio e rifiutano il confronto” e “tutta gente assolutamente avulsa ed allergica al lavoro!”. La loro colpa? “Hanno sonno, ma noi no!!!!”

Il tema, l’avrete capito, è quello della vivibilità nel centro storico di Sansepolcro, su cui il comitato ha presentato concretamente una serie di richieste e proposte al Sindaco Frullani.

E’ evidente che a Sansepolcro non ci sia una emergenza-sicurezza (sinceramente sono anche profondamente allergico alla parola “emergenza”, troppo spesso abusata), ma c’è comunque un preoccupante aumento di fenomeni di vandalismo e disturbo della quiete pubblica a cui va posto un argine, usando i mezzi efficaci previsti dalle leggi già vigenti, senza nessun intento punitivo per gli esercenti.

Poche ore dopo la tumultuosa serata di martedì abbiamo appreso dell’esistenza di un nuovo comitato, evidentemente sponsorizzato dal Milano (vedere sempre la sua pagina facebook per credere) dal nome “Cittadini con Buon Senso” che descrive nel suo comunicato di presentazione una città decisamente diversa da quella vissuta quotidianamente da tanti altri…

Al di là delle facili polemiche voglio però commentare un aspetto, che pare essere evidentemente l’incubo di Milano e dei suoi compagni: il Comitato dei cittadini per il Buon Governo non ha mai chiesto di anticipare gli orari di chiusura dei locali cittadini! Il Comitato ha chiesto sempre e solo un’unica cosa: far rispettare le regole che già esistono e che garantiscono -se applicate- sia la quiete per i residenti, sia la possibilità per i giovani di divertirsi, sia la possibilità per gli esercenti di guadagnare. Un’altra riflessione andrebbe fatta inoltre sul concetto di “vitalità” dei centri urbani…quale tipo di vitalità vogliamo offrire alla nostra città?

Ma torniamo agli orari. Personalmente non ho nulla contro l’ipotesi di liberalizzare gli orari di apertura e chiusura dei locali, a patto s’intende che vengano rispettate le esigenze di tutti.

Città-dormitorio? Nessuno pretende una cosa del genere, anzi, ben vengano le iniziative che possano animare la vita cittadina e arricchirne l’offerta.

Credo che il Comune dovrebbe attivarsi, nel suo ruolo di regia, per la definizione di uno “standard” ottimale per i locali pubblici, una sorta di “certificazione di qualità”. I locali che provvedano all’insonorizzazione, alla predisposizione di adeguati servizi igienici in regola con i vigenti regolamenti d’igiene, alla definizione di orari razionali per lo scarico dei fornitori e per lo smaltimento dei rifiuti (vetro soprattutto) ecc…meritano di essere premiati, anche con l’allungamento e/o la liberalizzazione degli orari di apertura. Un locale che rispetti le minime norme di coesistenza con la popolazione residente è un patrimonio da difendere e valorizzare.

Questo, a mio parere, può essere considerato un piano di confronto di “buon senso”. E’ giusto dire che i giovani e i meno giovani, dopo una settimana di studio e/o di lavoro abbiano diritto a divertirsi. Ma anche i residenti arrivano al week-end reduci da una settimana di studio e/o lavoro…il loro diritto al riposo (tra l’altro sancito solennemente dal Codice Civile) vale forse meno?

Ritengo dunque che la limpidissima richiesta dei cittadini per il Buon Governo, cioè il rispetto delle leggi vigenti, sia una base di partenza inappuntabile. Mi domando casomai…è normale che uno si opponga a chi chiede semplicemente il rispetto delle regole già vigenti? Se poi a mettersi in tale posizione è un ex amministratore comunale come Milano la cosa diventa ancor più grave.

Chiudo con una citazione di Kant che credo appropriata alla vicenda, invitando tutti a moderare i toni, unica condizione possibile alla soluzione di qualsiasi problema.

Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la sua felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo, in modo che la sua libertà possa coesistere con la libertà di ogni altro secondo una possibile legge universale, cioè non leda questo diritto degli altri. (1793; in Scritti politici e di filosofia della storia e del diritto, p. 255)”

Mirco Giubilei

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