#001 Franco Battiato, Testamento (2012)

Già un anno senza Franco Battiato. Ho incontrato la sua musica per caso, bastò solo una canzone per catturarmi. Ero un adolescente e ancora esistevano i juke box. Qualcuno mise il brano “Strani giorni”.

“Mi lambivano suoni che coprirono rabbie

E vendette di uomini con clave

Ma anche battaglie e massacri di uomini civili

L’uomo neozoico dell’era quaternaria

Strani giorni, viviamo strani giorni”

 

Pochi giorni dopo comprai il primo album, “L’imboscata”, ovviamente in musicassetta. Da allora è nato un amore incondizionato per questo genio siciliano. Resta il rimpianto di averlo visto dal vivo solo una volta, a Rimini, in una serata che non dimenticherò mai. Franco Battiato ha lasciato questo pianeta con la serenità, ne sono certo, che aveva saputo raggiungere nel suo animo. Voglio ricordarlo con questo testo del 2012 che è un ideale lascito del grande artista a tutti noi.

 

Lascio agli eredi l’imparzialità

La volontà di crescere e capire

Uno sguardo feroce e indulgente

Per non offendere inutilmente

Lascio i miei esercizi sulla respirazione

Cristo nei Vangeli parla di reincarnazione

Lascio agli amici gli anni felici

Delle più audaci riflessioni

La libertà reciproca di non avere legami

E mi piaceva tutto della mia vita mortale

Anche l’odore che davano gli asparagi all’urina

We never died

We were never born

We never died

We were never born

Il tempo perduto, chissà perché

Non si fa mai riprendere

I linguaggi urbani si intrecciano

E si confondono nel quotidiano

Fatti non foste per viver come bruti

Ma per seguire virtute e conoscenza

L’idea del visibile alletta, la mia speranza aspetta

Appese a rami spogli, gocce di pioggia si staccano con lentezza

Mentre una gazza, in cima ad un cipresso, guarda

Peccato che io non sappia volare

Ma le oscure cadute nel buio

Mi hanno insegnato a risalire

E mi piaceva tutto della mia vita mortale

Noi non siamo mai morti

E non siamo mai nati

We never died

We were never born

We never died

We were never born

 

Con questo brano inizia oggi una piccola rubrica, che spero apprezzerete, in cui a cadenza (spero) settimanale proporrò una canzone italiana cui sono particolarmente legato…e ce ne sono tante…da ascoltare insieme e sulla quale, magari, riflettere.

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