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Sogni o son..daggi / 2

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Circa un mese prima delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 scrissi un post in cui pronosticai, senza grosse difficoltà, l’ennesima stima sbagliata da parte dei sondaggisti.

Il post è qui:
http://mircogiubilei.it/2018/02/06/sogni-o-son-daggi/

Da alcuni mesi la “moda” dei sondaggi, pur dopo i ripetuti clamorosi flop nelle previsioni fatte in ognuna delle elezioni dell’ultimo lustro, sembra essere addirittura esplosa. Leggiamo ormai un sondaggio al giorno, anche più di uno.

Nota bizzarra e costante, gli scostamenti percentuali dei vari partiti stranamente vengono spesso annunciati nei titoli dei post in maniera diversa a seconda del partito interessato. Ecco dunque che se il PD perde uno 0.3% è “stabile”, mentre se lo perde il M5S è un “crollo”. Se la Lega perde, come nel sondaggio odierno pubblicato dal Fatto, lo 0.8% si rimarca che, comunque, rimane primo partito.

Detesto il complottismo, ma il sospetto che i sondaggi vengano usati per convincere gli elettori a seguire la “massa” verrebbe a chiunque. Resto tuttavia molto sereno, confidando nel fatto che – come dimostrano le palesi discrasie tra previsioni e risultati effettivi delle ultime elezioni – alla stragrande maggioranza degli elettori importa ben poco di quello che dicono i sondaggi.

Provo dunque anche stavolta a fare una mia previsione. Il fatto che la Lega possa essere diventata il primo partito italiano, svuotando Forza Italia e Fratelli d’Italia oltre che togliendo un po’ di voti di destra al M5S mi sembra verosimile. Non credo che questo momento d’oro di Salvini possa durare in eterno, ma probabilmente ancora fino alle elezioni europee sì. Posizioniamo dunque la Lega al primo posto con una percentuale intorno al 33%, con margine di errore del 3%.

Il Movimento ha perso certamente qualche consenso, dazio inevitabile dopo la stipula di un contratto di Governo con un socio decisamente ingombrante e mostruosamente ingigantito dalla narrazione mediatica, pur a fronte di un apporto sostanzialmente inconsistente all’azione di Governo da parte della Lega. Il tracollo previsto (o sperato?) da alcuni sondaggisti credo tuttavia sia poco credibile. Nelle ultime settimane, con il PD bloccato dagli scandali della sanità Umbra e dalla verbosa inconsistenza di Zingaretti, appare evidente a tutti come – paradossalmente – l’unico argine possibile allo strapotere, più mediatico che altro, della Lega sia rappresentato proprio dal Movimento. Possibile dunque una polarizzazione degli elettori nelle ultime settimane a vantaggio di Lega e M5s. Per i pentastellati prevedo dunque un 25% con margine di errore, anche in questo caso, del 3%.

Il Partito Democratico credo che resterà più o meno sui livelli del 2018, recuperando forse qualcosa a sinistra, ma perdendo qualcosa in direzione delle forze di Governo, soprattutto al Sud e nel Centro Italia – loro ormai ex roccaforte. 18% con margine di errore del 2%.

Forza Italia non credo abbia speranze di poter raggiungere la soglia psicologica del 10%. 8% con margine di errore dell’1%.

Fratelli d’Italia sta giocando una partita molto spericolata. Smania dalla voglia di entrare al Governo, ma così facendo rischia di schiacciarsi ulteriormente sulle posizioni di una Lega che non avrebbe certo difficoltà a cannibalizzarla. La mossa di candidare un erede di Mussolini ha dato un po’ di visibilità mediatica, così come l’alleanza con Fitto potrà portare una manciata di voti in più in Puglia, ma sono briciole. Il partito della Meloni resta dunque una grande incognita che balla sulla soglia di sbarramento. 4% con margine di errore dell’1%.

Tutti gli altri ampiamente sotto la soglia di sbarramento.

Riepilogando prevedo:

33 Lega / 25 M5S / 18 PD / 8 FI / 4 FDI / 3 Bonino-Pizzarotti / 2 Sinistra / 1 Verdi / 1 Casapound / 5 altri

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