Ce l’abbiamo fatta! Dopo 88 giorni dalle elezioni del 4 marzo e un percorso estremamente complesso l’Italia ha finalmente un nuovo Governo, il #governodelcambiamento guidato dal Prof. Giuseppe Conte. A sostenere il Governo sarà una maggioranza assolutamente inedita formata da Movimento 5 Stelle e Lega.

Grazie Luigi per il grande lavoro di questi mesi (con alcuni errori dettati dal grande entusiasmo e che, per me, danno ancora più forza e umanità alla figura del nostro nuovo Ministro del Lavoro).

Grazie Beppe e Gianroberto, ora finalmente possiamo dare concretezza a quel sogno che senza di voi sarebbe rimasto solo nelle nostre fantasie.

Dalle Parole Guerriere al Governo del Cambiamento, se ci guardiamo indietro e ricordiamo quello che abbiamo passato in questi anni vengono le lacrime agli occhi. Ma non è il momento della commozione, è il momento di festeggiare un 2 giugno indimenticabile e subito dopo mettersi al lavoro, con testa e cuore, per dare all’Italia un futuro migliore.

Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte

Vicepresidente, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico: Luigi Di Maio
Vicepresidente, Ministro degli Interni: Matteo Salvini
Sottosegretario alla Presidenza: Giancarlo Giorgetti

Ministro per i rapporti con il Parlamento: Riccardo Fraccaro
Ministro per la Pubblica Amministrazione: Giulia Bongiorno
Ministro per gli Affari Regionali: Erika Stefani
Ministro per il Sud: Barbara Lezzi
Ministro per la disabilità: Lorenzo Fontana
Ministro per gli affari europei: Paolo Savona

Ministro degli Affari Esteri: Enzo Moavero Milanesi
Ministro della Giustizia: Alfonso Bonafede
Ministro della Difesa: Elisabetta Trenta

Ministro dell’Economia: Giovanni Tria
Ministro delle Politiche Agricole: Gian Marco Centinaio
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: Danilo Toninelli
Ministro dell’Istruzione: Marco Bussetti
Ministro dei Beni Culturali: Aberto Bonisoli
Ministro della Salute: Giulia Grillo
Ministro dell’Ambiente: Sergio Costa

 

Beppe Grillo – PAROLE GUERRIERE – Roma, 22 febbraio 2013 – Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva un’uscita. Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove. Da fuori. Da dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti, verso noi stessi. E ora siamo fuori, siamo usciti nella luce e non ci siamo ancora del tutto abituati. Stringiamo gli occhi e, anche se sappiamo che stiamo percorrendo l’unica via possibile, abbiamo qualche timore, ed è normale. Quello che sta succedendo ora in Italia non è mai successo prima nella storia delle democrazie moderne. Una rivoluzione democratica, non violenta, che sradica i poteri, che rovescia le piramidi. Il cittadino che si fa Stato ed entra in Parlamento in soli tre anni. Abbiamo capito che eravamo noi quella porta chiusa, che le parole guerriere erano da tempo dentro di noi, ma non volevano venire fuori, pensavamo di essere soli e invece eravamo moltitudine. E adesso siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze, le nostre angosce. Ci siamo finalmente riconosciuti uno nell’altro e abbiamo condiviso parole guerriere. Parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia. Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità si sono propagate come un’onda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica. Siamo diventati consapevoli della realtà. Sappiamo che possiamo contare solo sulle nostre forze, che il Paese è in macerie e che quello che ci aspetta sarà un periodo molto difficile, ci saranno tensioni, problemi, conflitti, ma la via è tracciata. L’abbiamo trovata questa via e ci porta verso il futuro, un futuro forse più povero, ma vero, concreto, solidale e felice. C’è una nuova Italia che ci aspetta. Sarà bellissimo farne parte.

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