blog di Mirco Giubilei

Abbiamo un Contratto

Il Presidente Mattarella non vuole leggere le bozze del Contratto di Governo, ma solo il testo definitivo. Giusto. Attendo anch’io con una crescente impazienza di leggere il testo definitivo e mi rifiuto di leggere presunti scoop e anticipazioni giornalistiche.

Nell’attesa ci sono alcune riflessioni che non posso evitare di fare.

1)      M5S e Lega hanno scritto un Contratto di Governo in poco più di una settimana, un tempo record rispetto a quanto avvenuto in Germania, Olanda e in altri paesi in cui, non essendoci una forza politica con numeri sufficienti per governare da sola, si è reso necessario trovare una sintesi politica tra posizioni diverse;

2)      Il Contratto, al pari di quanto fatto dai partiti tedeschi, verrà votato dagli iscritti delle forze politiche che lo sottoscrivono. Francamente fatico a comprendere come mai questo fatto normalissimo debba essere etichettato da molti autorevoli commentatori come ridicolo;

3)      M5S e Lega hanno stabilito un accordo dettagliato in 22 punti per un governo che si pone l’obiettivo di durare per l’intera legislatura. Solo ora, noto ciò che il Governo vorrà fare, saranno individuati i ministri più adatti per attuare il Programma. Non era mai successo e a me, sinceramente, questo modo di fare piace molto;

4)      Il Governo M5S-Lega non è il primo esecutivo formato da più di una lista nella storia d’Italia (anzi, il caso contrario è la vera rarità) e giustamente il Presidente della Repubblica vuole leggere approfonditamente il Programma. Suppongo che la stessa attenzione dovrebbe essere stata posta anche dai predecessori di Mattarella nell’esaminare i programmi dei precedenti governi. Suppongo che sarebbe bello poter leggere pubblicamente i dettagli di tali programmi, magari partendo dal Patto del Nazareno…

5)      Lo spread, salito fino a 200 nell’ultimo anno nell’indifferenza generale, oggi improvvisamente si avvicina a quota 150 scatenando il panico sui giornali. Scenetta già vista nel 2011, ormai non spaventa più nessuno (a proposito, quando arrivano locuste e cavallette dopo l’ecatombe della sconfitta referendaria, mai digerita dagli sconfitti, del 4 dicembre 2016?) Aggiornate il copione se volete davvero spaventarci;

6)      Il PD che per due mesi ha detto “tocca a voi” e ha detto no a qualsiasi ipotesi di dialogo con tutti oggi accusa gli altri di aver paralizzato il Paese e rilancia l’ipotesi di un governo di larghe intese con l’amico riabilitato di Arcore. Bonanotte core;

7)      L’Europa è preoccupatissima per il “governo populista” italiano e torna a soffiare la minaccia di trattarci come la Grecia. A Di Maio e Salvini il compito di non tirarsi indietro nel momento della vera lotta come fece il pavido Tsipras pur forte del sostegno popolare dopo il referendum;

8)      Non era così che sognavamo la nostra rivoluzione, è vero. Potevamo scegliere di lasciare ancora una volta tutto in mano agli altri e attendere nuove elezioni (che, per inciso, non ci sarebbero comunque state…di questo sono straconvinto) per superare il 40%. L’alternativa era quella di far valere uno straordinario 32,7% – un risultato pazzesco – prendendosi la responsabilità di avviare un Governo. E’ stata scelta la seconda strada, una strada estremamente più insidiosa politicamente, sicuramente quella in cui il Movimento può perdere di più. Sono felice che sia stata scelta questa strada anche se non mi fido e non mi fiderò mai dei compagni di viaggio (bene dunque che il Contratto sia ben dettagliato ed equilibrato). Poi se son rose fioriranno;

9)      Un Governo con le mani libere e in grado di modificare molte delle assurdità degli ultimi anni può essere davvero una “bomba” come diceva ieri Di Maio. Resta l’incognita sulla libertà d’azione della Lega rispetto al proprio alleato part-time Berlusconi. Buona parte della riuscita del Governo si giocherà proprio lì, ma voglio sperare che Salvini tenga alla propria reputazione;

10)   Quando sta per nascere un nuovo governo tutti i media diventano improvvisamente filo-governativi. Ricordate gli elogi sperticati dei loden e della sobrietà di Monti? Ricordate l’elogio del giovane, ai tempi, Letta? Ricordate le grandi speranze sull’innovatore rottamatore di Rignano? Sono stati persino capaci di esaltare le doti (cioè il buongusto di stare zitto anziché sfanfaronare come il suo predecessore) di Gentiloni. Oggi invece, per la prima volta nella storia d’Italia, tutta la stampa è unanime nel tiro al piccione contro il Governo nascituro. Se potevo avere ancora dei dubbi, leggendo alcuni articoli negli ultimi giorni, mi viene da citare proprio uno storico titolo di giornale nei giorni precedenti all’insediamento del sobrio Monti: “FATE PRESTO!”;

11)   Ai simpatizzanti e agli attivisti storici del Movimento che in questi giorni sono un po’ smarriti chiedo un po’ di pazienza. Diventare forza di governo dopo quasi dieci anni di opposizione, parlamentare ed extraparlamentare, è un passaggio non indolore e può aver portato sicuramente a qualche incoerenza, apparente o reale che sia. Non mi piace l’atteggiamento dei tifosi che, comunque vada, sono “fedeli ai colori”. Criticare quando non si condivide un percorso non è solo legittimo, ma doveroso. Nei prossimi giorni potremo anche esprimere un voto per accettare o meno questo percorso e ogni voto sarà ugualmente legittimo e rispettabile. Non condivido, ma comprendo e rispetto alcuni giudizi critici da parte di attivisti storici. Sono tuttavia più che fiducioso che ci ritroveremo insieme nel cammino, comunque vada, da qui in avanti. Adesso inizia il momento più importante, difficile, ma anche il più straordinario nella storia del Movimento. Siamo a un passo dal Governo e dobbiamo mettere TESTA E CUORE per far sì che sia un vero Governo del Cambiamento. E’ il momento del Coraggio, come ha giustamente detto Di Maio ieri. Sarà una guerra quotidiana perché dovremo andare a colpire grandi interessi, ma è giunto il momento di rendere realtà quanto più possibile del sogno di cambiamento per il quale lottiamo da anni;

12)   Voi che, dopo tutto quello che ancora è accaduto in questi mesi, continuate ancora a prendere in giro Luigi Di Maio chiamandolo “bibitaro” o con epiteti del genere mi fate davvero tanta, ma tanta tristezza. Continuate a rosicare e buon pro vi faccia.

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