blog di Mirco Giubilei

Elezioni 2018: boom M5S e Lega, PD annientato

Che notte! Anni di lotte per giungere ad un risultato che non sarà completamente trionfale, ma che ci deve inorgoglire. Altre considerazioni:
1. Ottenere il 32,5%, circa un 7% in più rispetto al 2013, era considerato un traguardo impossibile. Ottimo il lavoro di Luigi Di Maio, un ragazzo di 31 anni che da stasera è capo politico della principale forza politica italiana, soprattutto nello sprint finale;
2. Centrodestra fortissimo sostenuto da un voto in chiave anti-PD e anti-immigrazione. Era dunque inevitabile che la Lega superasse Forza Italia. Meloni al 4% può essere più che soddisfatta;
3. Mattarella stanotte non chiuderà occhio e non sarà (solo) per colpa di Mentana;
4. Partito Democratico annichilito (stavolta il Maalox tocca a voi). Se Renzi avesse mantenuto la promessa di lasciare la politica dopo il referendum forse avrebbe potuto ancora cercare di competere, ma così i candidati sono andati al massacro;
5. La sinistra divisa in 34 partitini è ovviamente non pervenuta. Salva per un pelo LeU, lontanissima dalla soglia del 3% Potere al Popolo (gruppo che comunque credo non si estinguerà, a differenza di quello di Grasso), il resto puro folklore;
6. Pericolo neofascista? Casapound e Forza Nuova allo zerovirgola, probabilmente divorati dalla Lega;
7. Come al solito i voti dei grandi intellettuali “de sinistra” non spostano una paglia e la Bonino – abbandonata anche dai “suoi” radicali che hanno scelto di astenersi dal voto – rimane una delle grandi delusioni;
8. Chi potrà avere incarico da Mattarella? I nomi più gettonati al momento sono Di Maio e Salvini. L’avreste mai immaginato?
9. Mio nonno diceva che “chi va per fregare rimane sempre fregato”. Il Rosatellum doveva abbattere il M5S, è stato invece il suo più forte carburante. Si dava per scontato che i 5 stelle, spesso sconosciuti, non avessero speranza nei collegi uninominali. Alla fine negli scontri diretti a soccombere sono stati quasi sempre i candidati PD (Pittella terzo in Basilicata chi l’avrebbe immaginato?);
10. Italia spaccata in due, letteralmente. Centro-nord (pure l’Umbria!) alla destra, Roma, Marche e tutto il sud/isole largamente al Movimento 5 Stelle. Il gaglioffo Sgarbi umiliato 63-20 ad Acerra da Di Maio, vada ora in giro con la zanzariera in testa e si faccia curare. Da uno bravo;
11. Non volevo dirlo, ma con dispiacere la Toscana si conferma la terra più difficile da cambiare. Rimane una delle regioni più ostiche per il M5S e c’è sicuramente ancora moltissimo lavoro da fare. Per ora il centrodestra, sicuramente più radicato, ha avuto buon gioco su un PD allo sbando conquistando collegi impensabili come Arezzo e Grosseto.
Ora si può andare a letto. Quando mi sveglierò Mentana sarà ancora in onda (è bello avere delle certezze nella vita).

1 thought on “Elezioni 2018: boom M5S e Lega, PD annientato”

  1. Renzi dovrebbe fare la fine che fece Berlusconi quando andò a dimettersi al Quirinale (e fuori lanciarono le monetine) e la fine di Craxi (quando al Raphael gli lanciarono le monetine)e con lui azzerare a qualsiasi livello i gruppi dirigenti compresi quelli regionalinonché locali, nel caso ci fosse qualcuno che ancora lo supporta con le proprie “riflessioni. (se pensiamo al saccheggio delle finanze locali anche da parte di governi di centro-sinistra, all”abolizione delle Province con tutto quello che ne è conseguito per il territorio, alle proposte demenziali di fusioni tra comuni) Il danno che ha fatto è irreparabile, ovviamente con la compiacenza dei suoi adepti. Per non parlare della stampa compiacente al regime che in qualche maniera lo ha reso uno “statistaAdesso che avremo dei cialtroni di centro-destra a governare voglio vedere che genere di “opposizione saranno in grado o potranno fare questi “pusillanimi che hanno annientato la sinistra

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