(Articolo pubblicato su “L’Onestà”) C’era una volta l’Ospedale di Sansepolcro: organizzato, funzionante in quasi tutti i settori e ricco di primari e personale dalla grande professionalità ed umanità. Un punto di riferimento ed una certezza per tutti gli abitanti della Valtiberina. Purtroppo è necessario parlare al passato, visto che adesso di questa struttura è rimasto ben poco: quello che c’è adesso al suo posto si può a malapena definire Ospedale. La carenza più evidente è quella che riguarda il Pronto Soccorso: dopo l’eliminazione della terapia intensiva (e quindi della chirurgia d’urgenza), più che un pronto soccorso si potrebbe definire un “primo soccorso”, in cui recarsi solo se si hanno necessità molto lievi, che richiedono al massimo qualche radiografia. Nel caso in cui si abbiano problemi più gravi, è ormai opinione comune che sia inutile recarsi al pronto soccorso dell’Ospedale biturgense, dato che da qui verremmo immediatamente mandati ad Arezzo. Dopo il taglio di reparti importantissimi, come la maternità, la pediatria e l’oculistica, sono rimasti pochissimi i servizi che ancora funzionano a dovere. Tra questi, si possono citare l’ortopedia e la dialisi.

La situazione è aggravata dal fatto che in tutto l’Ospedale non c’è più nemmeno un primario. Di fatto, più che un Ospedale quello di Sansepolcro è diventato un “punto-visita” in cui recarsi solo per fare un primo accertamento, magari nel poliambulatorio con il servizio di “intra-moenia”; se poi c’è bisogno di eseguire altri controlli e cure, è necessario andare altrove.

Del resto, questo è il triste destino di molti piccoli ospedali, che sono state le prime vittime degli efferati tagli apportati alla sanità in questi anni. Tagli che sembrano avere un obiettivo ben preciso: distruggere il servizio sanitario pubblico a favore di quello privato, con la logica conseguenza che curarsi diventerà un lusso riservato a pochi. Segue ovviamente questa tendenza anche l’ultima “renzianata” approvata dalla Regione Toscana, ovvero le Legge Regionale n. 28 del 16 marzo scorso, approvata senza nemmeno consultare e coinvolgere i Comuni e gli operatori del settore. Questa infelice riforma prevede la riduzione delle aziende sanitarie da 12 a 3 (la nostra vecchia ASL verrebbe accorpata nella mega-Asl “Toscana sud est” insieme a quelle di Siena e Grosseto), con bacini di utenza di oltre un milione di persone e i disagi facilmente immaginabili a carico dei cittadini, per giunta malati. Inoltre, verrà istituita una figura nuova e inquietante, ovvero il Direttore di area vasta, che sarà nominato direttamente dal Presidente della Regione e dovrà rispondere solo a lui. Praticamente, con questa riforma la gestione del sistema sanitario si restringe ad una sola persona: il Presidente della Regione, che potrà decidere tutto da solo e senza nessun controllo. Enrico Rossi dimostra dunque di essere ancora più renziano di Renzi.

(Il testo completo della Legge Regionale è reperibile a questo link sul sito del Consiglio Regionale)

Tutto questo viene spacciato alla pubblica opinione come una riforma che non porterà al taglio delle prestazioni sanitarie, ma che taglierà sprechi e burocrazia. Questa idea non trova nessun riscontro nella realtà, dato che tutte le esperienze, nazionali ed internazionali, dimostrano benissimo che le macrofusioni organizzative in sanità hanno solo l’effetto di far aumentare i costi e ridurre l’efficienza e la qualità dei servizi. L’unica arma che hanno i cittadini per fermare una riforma tanto ingiusta è il referendum, già dichiarato ammissibile, per il quale però è necessario raccogliere un numero considerevole di firme, ovvero 40.000, entro la fine del mese di ottobre 2015. La raccolta è già iniziata e ha già superato di slancio la metà dell’obiettivo. Per la raccolta firme si è riunito subito dopo l’approvazione della legge un Comitato trasversale formato da moltissime forze politiche del territorio (a parte ovviamente il PD che non perde mai occasione di dimostrare la propria arroganza). Il Movimento 5 Stelle della Valtiberina è più che mai attivo in questo senso: potrete trovarci a fare il banchino per la raccolta firme sia ad Anghiari che a Sansepolcro (per informazioni più precise consultate le pagine Facebook “Valtiberina in Movimento”, “Anghiari 5 Stelle” e “Sansepolcro 5 Stelle”).

Tutto questo nella convinzione che il sistema sanitario debba essere difeso in tutti i modi possibili; e, a questo proposito, si possono citare le parole pronunciate da Winston Churchill nel lontano 1948, che sembrano però più che mai attuali: “Il Governo vuole assicurare in futuro per ogni uomo, donna e bambino la disponibilità dei migliori servizi sanitari; l’accesso a tali servizi non dovrà dipendere né da quanto possono pagare né da ogni altro fattore estraneo all’effettivo bisogno sanitario”.

Catia Giorni, Meetup Sansepolcro

referendum legge 28 toscana

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