Sansepolcro, Comunità dell'Altotevere

Un comodo 0,32% / Comunicato del M5S di Anghiari

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In merito alle mozioni sui rifiuti presentate dall’opposizione, discusse e respinte nel Consiglio Comunale Straordinario del 4 maggio 2015, ci preme precisare quanto segue:
-quelle mozioni sono il risultato di un lungo ed impegnativo lavoro di un team di esperti e legali del M5S, i quali hanno riscontrato diversi vizi ed irregolarità nella stesura del contratto tra ATO TOSCANA SUD e SEI TOSCANA S.r.l.
Senza entrare qui nel merito degli aspetti tecnici e giuridici, riscontrabili facilmente dalla lettura delle mozioni in allegato, informiamo chi legge che l’Amministrazione disponeva di dette mozioni da circa un mese, pertanto c’erano i tempi per analizzarle a fondo, invece il Sindaco, per tutta la serata, ha più volte ribadito che non poteva votare mozioni formate essenzialmente da “tecnicismi” che non conosceva.
-Vorremmo ricordare che questi “tecnicismi” vanno a formare il contratto sottoscritto dall’ATO RIFIUTI TOSCANA SUD il 27/03/2013 del quale Il Sindaco detiene sicuramente una copia.
-Le mozioni riportano tutti gli articoli contestati presenti sul contratto quindi, a nostro avviso, era semplice e veloce documentarsi a dovere, bastava volerlo fare.
Poi, la domanda viene spontanea:
– ma quando Lorsignori hanno sottoscritto il contratto che impegnava così pesantemente i cittadini per i prossimi 20 anni, sapevano che cosa stavano firmando?
– -Ne hanno letto il contenuto?
– O quella firma è stata imposta da una direttiva di partito?
– In quel frangente sono andati, come avrebbe dovuto essere, a rappresentare e tutelare gli interessi dei cittadini oppure a spese degli stessi hanno fatto una gita fuori porta, tanto era già tutto preparato?
Da come sta evolvendo l’affare (per loro) rifiuti, pare proprio che non ci stiamo sbagliando. Noi siamo certi, e possiamo provarlo (basta leggere le mozioni), che è stato creato l’ennesimo carrozzone, un nuovo “vestito su misura”, confezionato appositamente per SEI TOSCANA che, guarda caso, era l’unico partecipante alla gara d’appalto, come, in precedenza, fu fatto con Nuove Acque.
Pur essendo vero che il Comune di Anghiari rappresenta, in ambito ATO SUD, solo lo 0,32%, questo non deve essere un alibi per negare la propria responsabilità oggettiva e manifestare l’ipocrisia di affermare che: “noi siamo contrari ma tanto con un peso di solo lo 0,32% , non si conta niente” Molto comodo!
Vorremmo ricordare a codesta Amministrazione che, se si fosse veramente contrari, esistono vari modi per contrastare una procedura irregolare quale il contratto stipulato con SEI TOSCANA.
Le due mozioni presentate al Comune di Anghiari sono state contemporaneamente presentate anche in tutti gli altri Comuni delle Provincie di Arezzo, Siena e Grosseto e rappresentano un preciso atto politico con l’obiettivo di attivare, tutti insieme, “un impegno per chiedere all’Autorità per il servizio di Gestione integrata ATORIFIUTI TOSCANA SUD la convocazione dell’assemblea ex art. 7 dello Statuto e deliberare l’annullamento della procedura di gara espletata per l’assegnazione del servizio e conseguente caducazione del vincolo negoziale.” (cit. da mozione).
Questo, con un po’ di lungimiranza e vero desiderio di cambiare le cose a favore dei cittadini, sarebbe stato l’obiettivo da perseguire.
Invece, come al solito, l’Amministrazione si è creata un alibi, trincerandosi dietro l’affermazione che, approvando le mozioni, si sarebbe dovuto procedere ad impugnare il contratto con conseguenti costi legali a carico dei cittadini.
Niente di più falso!
Le mozioni erano e rimangono un puro atto politico, e che la loro approvazione avrebbe permesso di assumere una precisa posizione all’interno di ATO SUD.
Poi, in riferimento ai paventati costi legali a carico dei cittadini, viene da sorridere, anche se ci sarebbe da piangere! La gestione rifiuti è stata (illegalmente) affidata sostanzialmente ad un soggetto privato che, per i prossimi 20 anni, lucrerà indisturbato decidendo le tariffe da addebitare ai cittadini, senza che nessuno possa concretamente opporsi. Complimenti!
Paradossalmente l’Amministrazione ha cercato di rovesciare l’esito del dibattito giudicando non votabili le mozioni così come erano state presentate, proponendo invece all’opposizione l’istituzione di una Commissione Consiliare con l’obiettivo di analizzarne i contenuti, anche avvalendosi di “esperti in materia” e di “avvocati specializzati nel settore”, proposta che l’opposizione ha naturalmente bocciato.
Anche qui viene spontanea la domanda:
-ma questi “esperti” chi li avrebbe pagati?
-Avrebbero lavorato gratis come quelli che hanno redatto le mozioni per il M5S, con finalità esclusivamente sociali?
Ne dubitiamo fortemente.
Quindi i risultato del dibattimento è stato che il Consiglio si è dichiarato “spogliato” delle sue precise responsabilità a causa del diniego dell’opposizione all’istituzione di una Commissione Consiliare!
Tutto ciò è quantomeno grottesco!
Sarebbe bastato leggere bene le mozioni (cosa che dubitiamo sia stata fatta, almeno da buona parte dei Consiglieri, visto il loro assordante silenzio) e approvarle così come presentate.
Questo avrebbe dato inizio ad un naturale processo di eventi che avrebbe portato sicuramente a trovare alleati in ambito ATO SUD in modo da iniziare una vera (e non a parole) opposizione a questo contratto capestro per i cittadini. Quindi riteniamo che non sia il Consiglio ad essere stato spogliato di sue precise responsabilità (quelle le ha comunque), ma che siano i cittadini ad essere ulteriormente caricati di elevati oneri fiscali non proporzionati al servizio ricevuto e che questa Amministrazione non abbia fatto nulla di concreto per evitarlo. Non basta solo affermare di essere contrari! Bisognerebbe anche agire.
Poi, tornando alla proposta di commissione, sappiamo bene come andrebbe a finire: come sono finite tutte le altre, in una utile (per l’Amministrazione) perdita di tempo e in nulla di fatto finale.
Ricordiamo, in proposito, che stiamo ancora aspettando la “commissione tecnica” promesso dal Sindaco a seguito della petizione popolare sui rifiuti, che più di 320 cittadini hanno a suo tempo firmato.
Vorremmo qui ringraziare il Gruppo di Opposizione Risveglio e Progresso, per aver fatto proprie le mozioni del M5S e aver accettato di presentarle in Consiglio Comunale, dimostrando vera apertura verso idee che perseguano il bene comune, al di là del colore politico e delle logiche di schieramento.
-Movimento 5 Stelle Anghiari
Le mozioni:

Al Sindaco del Comune di __Anghiari_
Al Presidente del consiglio del Comune di ___Anghiari___
MOZIONE
Considerato
– che l’attuale quadro normativo di riferimento per quanto riguarda il servizio di gestione dei rifiuti urbani è costituito dal d.lgs. 152/2006 (testo unico ambiente), dalla legge 191/2009 art 2 comma 186 lettera L e art. 2 comma 186 bis con le modifiche e integrazioni di cui alla L. 42/2010 e dal dl. 95/2012 convertito nella legge 135/2012;
– che l’art 201 del T.U ambiente (norma abrogata) disponeva testualmente “l’autorità di ambito è una struttura dotata di personalità giuridica costituita in ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente Regione, alla quale gli enti locali partecipano obbligatoriamente ed alla quale è trasferito l’esercizio delle loro competenze in materia di gestione integrata dei rifiuti”;
– che per espressa previsione della L.R.T. 61/2007 (oggi sostituita dalla L.R.T. 69/2011) le Autori tà di ambito Territoriale ottimale erano costituite in forma di consorzio di funzioni;
– che già con legge 244/2007 (finanziaria per il 2008) all’art. 2 co. 38 era stata prevista la soppressione delle Autorità di ambito con il dichiarato intento di perseguire il coordinamento della finanza pubblica secondo i criteri di efficienza e riduzione di spesa contemplati nell’art. 2 co.33 della medesima legge che così recitava: “Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica in attuazione dell’art. 118 della Costituzione lo Stato e le Regioni, nell’ambito di rispettiva
competenza legislativa, provvedono all’accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi comunque denominati, titolari di funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali ed alla contestuale ricollocazione delle stesse agli enti locali secondo principi di sussidiarietà differenziazione e adeguatezza” ;
– che con la legge finanziaria per il 2010 L. 191/2009, il legislatore è tornato a valutare la situazione delle Autorità d’ambito come non efficiente ed inefficace e ne ha riproposto la soppressione all’art. 2 co. 186 bis che così recita: “decorso un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità di ambito territoriale di cui agli art 148 e 201 del D.lgs. 3 aprile 2006 n. 152 e successive modificazioni. Decorso detto termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d’ambito territoriale è da considerarsi nullo. Le Regioni attribuiscono con legge
le funzioni già esercitate dalle Autorità nel rispetto dei principi di sussidiarietà differenziazione e adeguatezza” (il termine è stato poi prorogato più volte fino al 31.12.2012);
– che la stessa legge 191/2009 all’art.2 co. 186, lettera L) ha altresì imposto “ la soppressione dei Consorzi di funzioni tra gli enti locali a decorrere dal 2011”;
– che in tale contesto è poi intervenuto il D.L 95/2012, convertito nella L. 135/2012, che ha collocato “l’organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi“ tra le funzioni fondamentali dei Comuni;
– che il duplice scopo perseguito dal legislatore nel quadro normativo delineato è quello di sopprimere Enti, Agenzie ed apparati che impediscono il naturale svolgimento del ruolo delle istituzioni locali territoriali previsto nella Costituzione, nonché di garantire efficacia, efficienza ed economicità nella gestione di servizi di rilevanza economica di importanza fondamentale;
– che l’esercizio congiunto di una funzione, soprattutto fondamentale, è fattispecie distinta rispetto al trasferimento della stessa tal che esso deve trovare attuazione mediante strutture associative di enti locali e non tramite organismi dotati di autonomia amministrativa e contabile aventi personalità giuridica;
– che deve dunque ritenersi pacifico il principio per cui, nel settore dei rifiuti, la titolaritá delle funzioni è prerogativa propria dei Comuni che devono procedere congiuntamente al suo esercizio;
– che l’unico modulo organizzativo conforme alle scelte legislative ed ai principi costituzionali è la convenzione obbligatoria tra Enti locali ex Art. 30 TUEL ;
– che i principi qui sopra esposti sono stati ribaditi anche nelle linee guida per gli affidamenti dei servizi pubblici locali di rilevanza economica ( Presidenza del Consiglio dei ministri Aprile 2013);
– che l’attuazione delle disposizioni di cui sopra riveste un’importanza fondamentale per una corretta ridefinizione dell’assetto delle istituzioni territoriali che sono responsabili della gestione di un servizio di grande impatto ed importanza per cittadini e imprese, attesi gli interessi sociali, economici ed ambientali che tale servizio soddisfa;
– che il Titolo 3 capo 1 della L.R. Toscana n. 69/2011 contrasta apertamente con i principi suesposti dacché, pur avendo dato atto all’art. 32 che “a decorrere dal 1 gennaio 2012 le funzioni già esercitate, secondo la normativa statale e regionale, dall’autorità di ambito territoriale ottimale di cui all’art.201 del d.lgs. 152/2006, sono trasferite ai comuni”, ha di fatto sostituito la preesistente Autorità di ambito territoriale, istituita dalla L.R.T 6/2007, con altro Ente “ clone” denominato Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, dotato di autonomia
organizzativa, amministrativa e contabile ed avente personalità giuridica di diritto pubblico;
– che, oltre tutto, le Autorità istituite con la L.R. 69/11, non erogando direttamente il servizio ma essendo chiamate a svolgere unicamente funzioni amministrative, si configurano, al pari delle precedenti A.A.T.O, quali Consorzi di funzioni tra Enti locali e confliggono pertanto anche con il richiamato art. 2 co. 186, lettera L) legge 191/09;
– che con la legge n.69/11 la Regione Toscana ha perciò violato i principi dettati dalla Carta Costituzionale ed apertamente disatteso la volontà, sottesa a tutti i recenti interventi normativi nel settore, di eliminare in un’ottica di semplificazione e riduzione della spesa pubblica gli organismi che duplicano funzioni e che creano maggiori costi.
Tanto premesso si impegna
Il Sindaco e la Giunta affinché, unitamente agli altri Comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto e delle altre province toscane, si facciano promotori di ogni iniziativa amministrativa e politica volta ad ottenere dalla Regione Toscana l’abrogazione del Titolo 3 capo 1 della L.R. 69/2011

***

Al Sindaco del Comune di _Anghiari_
Al Presidente del consiglio del Comune di __Anghiari__
MOZIONE
premesso
– che in data 27/03/2013 Atorifiuti Toscana Sud sottoscriveva con SEI Toscana S.C.A.R.L. (oggi SEI Toscana S.r.l.) il contratto per l’affidamento del servizio di gestione integrata di ambito;
– che detta sottoscrizione seguiva l’esperimento di procedura ad evidenza pubblica avviata con Bando di gara per l’affidamento del servizio approvato da direttore con determina n. 55 del 5/07/2010 e poi inviato per la pubblicazione agli uffici della GUUE in data 7/06/2010 e pubblicato sulla GURI n. 80 , V serie speciale, del 14/07/2010;
– che in data 19/07/2011 si svolgeva la seduta di prequalifica;
– che in data 2/12/2011 veniva trasmessa la lettera di invito alla procedura ai concorrenti prequalificati;
– che, secondo quanto è dato leggere nella delibera assembleare ATORIFIUTI n. 2 del 14/03/2013, la commissione di gara, insediatasi in data 27/06/2012, ha proceduto alla valutazione delle offerte pervenute, all’esito della quale risultava aggiudicatario provvisorio il costituito raggruppamento temporaneo di imprese con Siena Ambiente S.p.a. mandataria;
– che con determina del Direttore Generale n.3 del 22/10/2012 veniva emesso il provvedimento di aggiudicazione definitiva nei confronti del predetto raggruppamento temporaneo di imprese;
– che a seguito di richieste di accesso agli atti presentata dallo scrivente Consigliere comunale all’ATO in data 30/07/2014 si poteva esaminare il Bando di gara con i documenti ad esso allegati e il Contratto sottoscritto con SEI TOSCANA;
– che dal detto esame sono emerse alcune forti criticità che legittimano l’annullamento, in via di autotutela, degli atti della procedura amministrativa, con conseguente caducazione automatica degli effetti negoziali del contratto successivamente stipulato; Il bando di gara per l’affidamento del servizio conteneva infatti previsioni tali da ingenerare un notevole disincentivo alla partecipazione per gli operatori del settore pregiudicando così radicalmente le finalità
proprie di una gara pubblica come provato dal fatto che, in manifesta difformità da quanto enunciato nella delibera ATORIFIUTI n. 2 di approvazione del contratto dove si parla di “offerte pervenute”, quella del raggruppamento poi risultato vincitore risulta essere stata l’unica offerta presentata.
Queste, tra le molte, le previsioni che si ritengono principalmente responsabili dell’esito della gara:
– a pag. 12 era stabilito che :” l’aggiudicatario avrà l’obbligo di corrispondere ai precedenti gestori i crediti TIA non riscossi ed il cui ammontare sarà dettagliato nella Documentazione a disposizione dei concorrenti prequalificati. Tale componente avrà comunque un valore almeno pari a euro 10.500.000,00 (Euro diecimilionicinquecentomila)”;
L’imposizione di un pagamento di così rilevante importo (da eseguirsi, verosimilmente, al momento dell’aggiudicazione), era vincolante e dunque disincentivante per tutti gli eventuali concorrenti meno che per i precedenti gestori;
– a pag. 7 sotto la voce “Durata dell’affidamento” era previsto che : ”il servizio oggetto della presente procedura avrà durata non inferiore a 15 nè superiore a 25 anni”. la mancanza di un dato preciso sulla durata del contratto ha amplificato l’incertezza sulle possibilità di ammortamento della somma di 10.5000,000 di che sopra;
– a pag. 10 nell’ambito dei requisiti tecnico organizzativi era richiesto al concorrente di avere in gestione uno o più impianti di termovalorizzazione di cui almeno uno con una capacità di trattamento autorizzato almeno pari a 40.000 ton/anno;
la richiesta di gestione attuale di un impianto di termovalorizzazione come requisito tecnico organizzativo ha inopportunamente escluso dalla gara tutti quegli operatori che, pur avendo maturato anni di esperienza per precedenti gestioni di impianti del genere, ne erano sprovvisti al momento del bando;
– che detta richiesta appare ulteriormente singolare se si considera che, alla data di emanazione del bando e di esecuzione della gara, ATO aveva già formalmente deciso escludere dal servizio di Gestione Integrata dei rifiuti oggetto della gara, gli impianti di trattamento, selezione, valorizzazione e incenerimento per i quali aveva in essere dei contratti di Servizio ad HOC;
– che la decisione di escludere i cd “Impianti fuori perimetro” dalla gara per la selezione del Gestore Unico era stata infatti assunta con delibera del CdA n. 44 e 46 del 18/092009 e ratificata con Delibera dell’Assemblea n. 9 del 29/10/2009 mentre nella Delibera del CdA n. 13 del 24/03/2011, con cui era stato approvato il testo base delle modifiche da apportare alle convenzioni, si trovano elencati tutti gli impianti interessati tra cui I due termovalorizzatori di Poggibonsi e Arezzo;
– che il contratto sottoscritto con SEI TOSCANA ed approvato dall’ATO RIFIUTI con la già citata delibera n. 2/13, contiene previsioni che, rispetto allo schema di contratto approvato dalla Giunta Regionale ai sensi dell’art. 126 co. 6 l.r. 61/07 (uno schema ben fatto che non necessitava di molte integrazioni) vanno ben oltre le limitate modifiche determinando una considerevole alterazione della struttura e della sostanza del contratto posta a base di gara (basti considerare che lo schema di contratto era formulato in 27 pagine mentre quello adottato dall’ATO dopo l’aggiudicazione è di 77 pagine al netto delle premesse).
A tal riguardo, senza alcuna pretesa di esaustività, si rileva che:
a) nello schema di contratto approvato dalla Giunta Regionale (art. 13 co. 8) i ricavati dalla vendita di materie prime seconde … sono acquisite dal Gestore e la comunità ne tiene conto riducendo la tariffa di riferimento di un ammontare corrispondente mentre nel contratto sottoscritto con SEI TOSCANA è previsto che (art. 58 co. 5) il Gestore ha inoltre (oltre cioè al corrispettivo) diritto a percepire gli altri ricavi (sono elencati a titolo esemplificativo quelli derivanti da vendita di energia i proventi derivanti dalla gestione di rifiuti speciali ma vi rientrano ovviamente anche quelli derivanti dalla vendita delle materie prime seconde e quelli derivanti dalla cessione delle frazioni recuperabili come stabilità dall’art. 26 co. 1).
Di estremo rilievo è il fatto che le previsioni contenute nello schema di contratto predisposto dalla Regione sono conformi al DPR 158/99, che è il Regolamento con il quale si stabiliscono le regole analitiche per il calcolo della tariffa, tal che le modifiche introdotte dal Contratto sottoscritto si presentano doppiamente illegittime perchè non solo modificano le condizioni di gara rispetto alle quali gli operatori del settore hanno formulato le offerte o hanno deciso di non partecipare alla gara ma si pongono anche in aperto e molteplice conflitto con la normativa nazionale vigente in materia;
b) all’art. 12 co. 4 del contratto sottoscritto con SEI Toscana è stata inserita ex novo una previsione assolutamente e manifestamente sfavorevole per l’Autorità di Ambito in virtù della quale la stessa autorità in caso di cessazione per qualsivoglia motivo (e dunque anche nel caso di RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO DEL GESTORE!!!) si impegna a corrispondere ovvero a far corrispondere al Gestore Subentrante l’indennizzo che sarà comprensivo dei crediti che dovesse
vantare il Gestore nei confronti dell’autorità… della quota corrispondente al Valore contabile netto degli investimenti effettuati dal gestore, della quota corrispondente ai valori delle anticipazioni effettuati per il subentro alle precedenti gestioni relativamente ai crediti TIA… Che il co. 5 di detto articolo aggiunge anche che l’indennizzo non potrà essere oggetto di alcuna compensazione con altri crediti indennizzi o rimborsi eventualmente vantati dall’autorità ed il suo pagamento costituirà conditio sine qua non per l’efficacia del trasferimento del servizio al gestore subentrante ovvero per l’efficacia dell’interruzione del rapporto;
c) nell’art. 68 rubricato Risoluzione del Contratto non solo sono contenute previsioni che dovrebbero rappresentare clausole risolutive espresse condizioni cioè al verificarsi delle quali il contratto si risolve di diritto, ma che invece sono del tutto inattuabili (sintomatica è la previsione del co. 2 che prevede la risoluzione di diritto per danni ambientali in forza di una ipotesi dai contorni talmente generici e fumosi) ma introducono una procedura di sanatoria dell’inadempimento che, oltre a non trovare riscontro nello schema approvato dalla Giunta regionale (art. 30), si presenta giuridicamente del tutto anomala perchè si pone in correlazione ad ipotesi di risoluzione di diritto del rapporto che, come tali, determinano l’automatico
scioglimento del vincolo negoziale al verificarsi degli inadempimenti posti in essere dal gestore;
d) nell’art. 61.1 del contratto sottoscritto con SEI TOSCANA sono state inserite voci di costo del servizio non presenti nello schema di contratto approvato dalla Giunta Regionale sulla scorta delle quali nel dicembre 2013 e nell’ottobre 2014 sono stati approvati da ATORIFIUTI due accordi integrativi, il secondo dei quali non sottoscritto da SEI TOSCANA, che hanno comportato un incremento del corrispettivo superiore a 12.000.000,00 euro;
– che ai sensi dell’art. 21 nonies L. 241/90 il provvedimento amministrativo illegittimo può essere annullato d’ufficio sussistendone le ragioni di pubblico interesse entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati dall’organo che lo ha emanato;
– che secondo il consolidato orientamento del Consiglio di Stato “l’Amministrazione ha il potere di annullare l’aggiudicazione di un appalto pubblico anche dopo la stipulazione del contratto in presenza ovviamente di adeguate esigenze di interesse pubblico. In tale evenienza e in virtù della stretta consequenzialità tra l’aggiudicazione della gara pubblica e la stipula del relativo contratto l’annullamento a seguito di autotutela degli atti della procedura comporta la caducazione automatica degli effetti negoziali del contratto successivamente stipulato“;
– che nel caso di specie sussistono adeguate esigenze di interesse pubblico atteso l’evidente pregiudizio che la collettività è destinata a subire in virtù di un contratto che, oltre a presentare rilevanti profili di illegittimità, comporta un considerevole incremento di costi per l’espletamento del servizio rispetto alla schema di contratto regionale ed al DPR 158/99
Tutto ciò considerato si impegna
il Sindaco e la Giunta affinché si attivino, insieme ad altri comuni delle provincie di Grosseto Siena ed Arezzo, per chiedere all’Autorità per il servizio di Gestione integrata ATORIFIUTI TOSCANA SUD la convocazione dell’assemblea ex art. 7 dello Statuto e deliberare l’annullamento della procedura di gara espletata per l’assegnazione del servizio e conseguente caducazione del vincolo negoziale.

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