(Articolo pubblicato su “L’Onestà”) Poco più di un anno alle elezioni comunali a Sansepolcro e, puntualissimi, tornano alla ribalta gli evergreen delle ultime campagne elettorali. Più o meno gli stessi da decenni. Si parlerà certamente di nuove scuole, di nuovi mirabolanti investimenti produttivi e, immancabilmente, di “grandi opere”. Ad agitare promesse, ma anche altrettante polemiche, è soprattutto la realizzazione dell’ormai famigerato secondo Ponte sul Tevere. Anzi, ad essere corretti bisognerebbe parlare di ricostruzione, visto che un secondo ponte sul Tevere fino al 1994 è esistito, ma è poi crollato dopo anni di abbandono.

Dopo mille promesse il primo tentativo “concreto” fu fatto dalla passata amministrazione di centrodestra che tentò, usando l’espediente del project financing, di reperire i fondi necessari alla sua realizzazione. Tentativo ardito che non sortì l’effetto sperato.

Ci riprova ora l’amministrazione PD che metterebbe sul piatto denari pubblici elargiti dalla Regione (3,2 milioni) oltre a qualche proprio “tesoretto” (800mila euro).

L’argomento, come ben comprenderete, richiederebbe una trattazione ben più ampia di quella sintetizzabile in un breve articolo di giornale, pertanto punteremo brevemente l’attenzione su alcuni aspetti che destano gravi perplessità:

  • la scelta del luogo. L’amministrazione comunale PD, esattamente come quella precedente di centrodestra, vorrebbe realizzare il ponte in località Banchetti, mentre realizzerebbe solo una passerella pedonale nei pressi dello “storico” secondo ponte. Tale scelta è in contrasto con la storia, ma anche con l’ambiente. Per problematiche legate all’altimetria dei piani di golena del fiume nel punto in cui l’amministrazione vorrebbe realizzare il ponte sarebbero infatti necessari dei notevoli riporti di terra tali da creare, in destra e sinistra del nuovo ponte, una sorta di “muro”.

mappa territorio

  • la fattibilità economica. La precedente amministrazione aveva investito 4,8 milioni di euro nell’opera senza riuscire a portarla a termine. Con un investimento ancora minore sarà forse più semplice raggiungere l’obiettivo? I dubbi sono leciti.
  • la lungimiranza della scelta. E’ stata fatta una attenta valutazione dei futuri flussi veicolari, soprattutto in considerazione della prospettata (ipotesi che francamente speriamo venga abbandonata e contro cui il M5S sta raccogliendo da mesi un gran numero di firme) trasformazione della E45 in Autostrada? Sono state valutate ipotesi alternative?

Queste ed altre perplessità vorremmo che venissero analizzate quando, in primavera, il Consiglio Comunale di Sansepolcro passerà all’analisi delle osservazioni al Regolamento Urbanistico, passaggio fondamentale per comprendere gli assetti futuri della città.

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