Sansepolcro, Comunità dell'Altotevere

La strada per l’emancipazione dell’acqua come bene comune è ancora lunga e non priva di difficoltà

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L’eccezionale risultato del voto referendario (la provincia di Arezzo si conferma terra sensibile alla tematica dell’acqua pubblica. Valtiberina e Valdarno si distinguono per un’affluenza altissima, che a Sansepolcro supera il 64%  rispetto alla media nazionale 57%), è un successo straordinario della società civile,al di là dei partiti.

La strada che abbiamo davanti per raggiungere l’emancipazione dell’acqua come bene comune non sarà priva d’insidie e pertanto non possiamo adagiarci su una vittoria  che, pur eccezionale, necessita ora di una forte spinta all’azione politica, affinché la volontà popolare si traduca in azione.

È di questi giorni la notizia che l’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana Bramerini intenda convocare i presidenti degli ATO toscani nonché i presidenti delle società di gestione per decidere il da farsi. In quella riunione sarà bene ricordare all’assessore Bramerini che il 95% del 54,8% degli Italiani che hanno votato hanno  sancito che l’acqua e la sua gestione debbono essere unicamente pubbliche.

Per quanto riguarda l’area della Provincia di Arezzo riferita all’ATO4, ci permettiamo di indicare quali debbano essere secondo noi i passi da compiere a modifica dello stato attuale:

1. Che il gestore del servizio nella prossima fatturazione tenga presente ”inderogabilmente” che il dettato del secondo quesito referendario esige l’annullamento dell’utile del gestore e pertanto tolga tale componente, pari al 7% del cosiddetto capitale investito, dal calcolo della tariffa comportando così una riduzione significativa negli importi delle bollette.

2. Che in tempi brevissimi venga effettuata la radicale revisione della convenzione del 1999, adeguandola ai dettati referendari, correggendo le  controversie di un rapporto pubblico/privato che hanno determinato le discutibili anomalie tariffarie e gestionali (esosità delle tariffe, delle prestazioni accessorie pagate in assenza anche del parere dell’ATO; illegittimità dell’acquisizione da parte di ACEA di parte delle azioni del socio privato; piano delle opere dove anche l’ordinaria manutenzione viene inserita tra gli investimenti ecc.

Abbiamo indicato due percorsi che riteniamo obbligati per il raggiungimento degli obiettivi ed è bene che sappia la politica e lo stesso Assessore Bramerini che può esistere già da oggi per Arezzo un alternativa di pubblica gestione organizzata per il servizio idrico. Vogliamo sperare che da parte dei partiti non si cerchi di vanificare l’esito referendario poiché sarebbe estremamente dannoso e pericoloso.

Lista civica Viva Sansepolcro

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