Mentre il Sindaco si pavoneggia sul risultato raggiunto con la raccolta differenziata, l’ATO 7 provinciale dice “niet” al passaggio all’ATO 1 di Città di Castello

Giorni addietro il sindaco, in uno dei suoi soliti articoli, si è vantato del risultato della raccolta differenziata. Ha dimenticato di dire però che quel dato era riferito al 2008, quando mi trovai a sopperire alle inadempienze del mio predecessore assessore nonché vice sindaco Mercati. Un breve periodo di poco più di 4 mesi, durante i quali non ho potuto fare molto ma di certo ho contribuito a far raggiungere e superare la percentuale prefissata dall’Agenzia Regionale Recupero Risorse (ARRR), visto che fu grazie ad un mio interessamento (con viaggio a Firenze in agenzia, per far correggere alcuni dati errati che, se non modificati, avrebbero penalizzato il Comune, mantenendoci sotto la percentuale prefissata dalla Regione) che fu possibile ottenere questo risultato.
La questione era da mesi conosciuta dall’assessore Mercati, che non si era però interessato di approfondire, verificare e far correggere l’errore, dando ormai per scontato la penalizzazione di una ulteriore addizionale del 20% sul conferimento in discarica, da caricare sulle spalle dei cittadini.
Soldi che ho fatto risparmiare e che oggi il sindaco usa per farsi grande.
Ma si sa, la coerenza non è il suo forte… Non si capirebbe infatti come mai un giorno si lamenta della Sogepu perché la città è sporca (e ci racconta di come avvisi il Vice Sindaco che a sua volta avvisa la Sogepu e però non succede nulla…) poi, dopo qualche giorno, scordatosi di ciò che aveva detto, si vanta dei risultati raggiunti con la raccolta differenziata. La verità è che, il risultato, certamente frutto di una sempre maggiore consapevolezza dei cittadini sulla utilità della raccolta differenziata, non è sufficiente a dare ai contribuenti la risposta che si aspettavano, vale a dire una riduzione della TARSU, o almeno non doversi sobbarcare per l’anno 2010 un’ulteriore aumento.
Infatti, se è vero che il nostro Comune ha raggiunto il maggior risultato in RD, come mai non abbiamo una riduzione sui quantitativi che vanno in discarica?
Mentre i costi per lo smaltimento dei rifiuti, siano essi differenziati che indifferenziati, sono in continuo aumento. Il 31 dicembre 2009 va in scadenza il servizio con la Sogepu e, anche se il servizio verrà riconfermato in regime di “in house”, l’amministrazione dovrà comunque mettere in conto un aumento economico per la gestione del servizio.
Come pensa il Sindaco, di gestire questi aumenti che andranno a incrementare il già cospicuo costo del servizio che per il 2009 ammonta a circa 2.200.000 euro?
Una di questi centri di spesa, incontrollata per la sua cronica cattiva gestione, è il centro di trasferenza situato nell’ex Risanamenti, area che non essendo l’area sorvegliata, era spesso usata da ditte e cittadini di comuni limitrofi per depositare a piacimento i loro rifiuti, ramaglie ed altro materiale da differenziata. Loro non pagavano nulla, noi aumentavamo la percentuale sulla differenziata, salvo poi dover pagare salato le ditte che venivano a ritirare il materiale.
Oggi finalmente il centro di trasferenza ex Risanamenti è stato recintato. Fu una delle cose che riuscii a definire, poi ripresa da Bivignani che riuscì a far mettere sotto controllo. Non è stato un lavoro facile per l’amico Bivignani, costretto a destreggiarsi tra mille impedimenti che lo hanno infine portato, comprensibilmente, a mollare la “compagnia”.
Vi ricordate il progetto che avevo messo in cantiere per passare all’ATO1 rifiuti di Città di castello?
Per il nostro Comune passare all’Ato1 poteva significare avere concreti benefici economici con notevoli economie di scala, basti pensare ai trasporti (attualmente i mezzi per conferire il rifiuto alla discarica regionale podere Casa Rota nel Comune di Terranova Bracciolini, percorrono 300 km). Non se ne parla più, nè interessa a nessuno della maggioranza. Eravamo a buon punto, raggiunto l’assenso con Città di Castello, dovevamo chiedere alla Regione Toscana l’autorizzazione a passare all’ATO dell’Umbria, autorizzazione che già aveva concesso a diversi comuni toscani limitrofi con le ATO della Romagna.

Ebbene tutto è andato in malora, nessuno se ne è più interessato.

Il consulente esperto nel settore rifiuti cui era stato dato l’incarico di preparare la relazione tecnica politica per la Regione Toscana, non è stato più contattato.

Nessuno si è premunito di perorare le nostre buone ragioni presso l’ATO 7 provinciale ed appunto è di questi giorni il suo parere negativo, tutto politico e prevaricante della nostra autonomia nella gestione dei nostri servizi primari, comunque politicamente non vincolante. Infatti, l’Assemblea Regionale nel gennaio 2008 ha autorizzato Comuni Toscani confinanti con la Regione Emilia Romagna, transitare negli Ato limitrofi della Romagna, e successivamente, con la l.r. 61 del novembre 2007, approvata con le norme di manutenzione per l’anno 2008 il Consiglio Regionale ha autorizzato la Giunta Regionale a stipulare accordi con la Regione Emilia Romagna per l’inserimento dei Comuni di Marrani, Palazzuolo sul Senio e Firenzuola, compresi nella Provincia di Firenze, nonché dei Comuni di Abetone, Cutigliano, Marliana, Pescia, Piteglio, Sambuca Pistoiese e San Marcello Pistoiese, compresi nella Provincia di Pistoia, nei limitrofi ambiti territoriali ottimali della Regione Emilia Romagna.
Il Sindaco nonché tuttora assessore all’ambiente, questo lo sa?
Cosa intende fare per salvaguardare gli interessi dei Cittadini di Sansepolcro?
Lo sa il Sindaco che nel prossimo bilancio di previsione, grazie alla sua gestione “oculata” del servizio e alle politiche ambientali messe in atto, dovrà pensare ad un aumento della tassa sui rifiuti per sostenere il peso dei maggiori costi di NU?

Sansepolcro, 12 ottobre 2009
Ferdinando Mancini

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