Giuliani sul caso del bambino colpito da edema cerebrale

Voci di cittadini mi avevano informato della drammatica malattia che  aveva colpito un bambino di Sansepolcro e Quando si apprendono certe notizie l’animo e l’amor proprio subisce un duro colpo e quindi ci si avvicina alla famiglia con il pensiero e con il cuore .

Questa sera leggo( ieri sera ndr.) che sia l’ASL8 e la magistratura hanno  aperto una indagine volta a chiarire la dinamica dell’evento acquisendo le documentazioni presso l’ospedale di vallata di Sansepolcro; se le dinamiche risultassero quelle “lette” la rabbia e la critica sulle scelte  fatte nella riorganizzazione sanitaria in Valtiberina supererebbe il dolore:
avevamo un piccolo ma efficiente reparto di pediatria con specialisti preparati e sempre presenti, un laboratorio per le analisi, che per motivi di scelte politico-economiche da parte dell’Azienda e dalle conferenze dei Sindaci (provinciale e zonale) il primo è stato chiuso e l’altro ridimensionato .

Non voglio dire altro perchè difronte a un tale evento e alla famiglia qualsiasi critica “anche se oggettiva” sarebbe in questo momento solo ipocrisia.

GiulianiGianPiero Giuliani
coordinatore del Comitato dei cittadini per la difesa dell’Ospedale di Sansepolcro


IL FATTO:
Sansepolcro: gravissimo un bambino di 19 mesi per un edema cerebrale, conseguenza di gravi disturbi diabetici. Attivato un supporto psicologico per la famiglia. E’ in corso una valutazione sul percorso assistenziale. Difficoltà di comunicazione dei risultati degli esami, potrebbero aver ritardato l’avvio delle cure.
La Procura apre un fascicolo. E la Usl  avvia una indagine amministrativa.
Una famiglia di Sansepolcro sta vivendo in queste ore un dramma per le sorti di un bambino di soli 19 mesi. Il piccolo è attualmente ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Meyer di Firenze. E’ in coma per un edema cerebrale dovuto ad un grave disturbo di origine diabetica.  L’Azienda Sanitaria aretina, mentre esprime la propria vicinanza umana ai familiari, è attivata affinchè al Meyer venisse garantito un adeguato supporto, anche di natura psicologica. L’analisi del percorso ha evidenziato delle problematiche a livello di comunicazione, che potrebbero aver ritardato l’azione terapeutica sul piccolo.  L’azienda sanitaria, attraverso una propria struttura  e con il supporto del Centro regionale di Rischio Clinico, ha già realizzato un “audit”, cioè una analisi  articolata dei fatti, e una ricostruzione del percorso sanitario attivato per il piccolo paziente. L’obiettivo è, in primo luogo, dare risposte chiare alla famiglia, valutare sotto il profilo organizzativo l’operato di tutti i soggetti interessati, acquisire nuove conoscenze per una eventuale ridefinizione di procedure operative.  L’intera vicenda si è sviluppata in tre giorni. Domenica scorsa i genitori del piccolo chiamano il pediatra segnalando che il bambino ha febbre e vomito.  Il pediatra li invita a portarlo in ambulatorio la mattina successiva. Il medico lo vede, i genitori gli riferiscono che da alcuni giorni presenta una anomala intensa sete. Il professionista, senza far trapelare il suo sospetto diagnostico di diabete, ne scrivendolo nella richiesta consegnata ai genitori, chiede di far fare urgentemente l’esame delle urine. Alle 12,30 di lunedì il padre si presenta all’ospedale di Sansepolcro con la provetta contenente le urine; il laboratorio provvede immediatamente a fare gli esami richiesti. I risultati evidenziano una chiara alterazione dei valori di glucosio. Alle 13,00 il dirigente di laboratorio si attiva per avvertire, come da prassi, il pediatra di questo risultato assai allarmante per la salute del bambino. Mentre cerca il numero di telefono, l’impiegata lo informa che il medico ha già chiamato e che gli sono stati letti per telefono i risultati. “Correttamente e in modo analitico”  dice l’impiegata, “non correttamente”  dirà poi il pediatra.   Fatto è che per il pediatra il sospetto avuto al mattino scompare e quando il padre del piccolo si mette in contatto con lui gli viene riferito dell’esito negativo delle analisi. Il pediatra viene comunque invitato dai genitori a tornare a vedere il bambino che continua a star male.  Alle 16,00 il pediatra visita il piccolo, ne constata l’aggravamento e invita i genitori a portarlo urgentemente all’ospedale di Città di Castello dove esiste un reparto di pediatria. A quel punto il pediatra richiama il laboratorio di Sansepolcro e si fa rileggere i risultati delle analisi, scoprendo il problema di comunicazione che si era verificato tre ore prima.  Per il bambino, intanto, vengono attivate tutte le cure del caso, con trattamento di reidratazione e terapia insulinica. Alle 18,00 il piccolo viene di nuovo visto dal suo pediatra all’ospedale di Città di Castello e ne constata un miglioramento delle condizioni.  Poco dopo i sanitari tifernati dispongono il trasferimento del bambino al più appropriato reparto di diabetologia pediatrica di Perugia, per le cure del caso.  Nella notte fra lunedi e martedi il bambino peggiora.  La mattina di martedi, una tac evidenzia la presenza dell’edema cerebrale. Scatta cosi il trasferimento al Meyer dove viene attivato, immediatamente, il protocollo di trattamento dell’edema cerebrale, ma nonostante le cure degli specialisti di questo ospedale, si evidenzia una grave sofferenza della situazione cerebrale.   Sulla vicenda, il Direttore Generale della Ausl, Enrico Desideri – ha disposto una indagine amministrativa interna, mentre stamani i magistrati della Procura di Arezzo hanno acquisito la documentazione presso l’ospedale di Sansepolcro.
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aggiornamento del 22 agosto 2009

A casa il bimbo ricovearato al Meyer per edema cerebrale

A casa il bimbo ricovearato al Meyer per edema cerebraleE’ tornato a casa il bimbo di 19 mesi di Sansepolcro
Un difetto di comunicazione dei risultati degli esami, fu alla base di una ritardata diagnosi che portò il piccolo ad essere ricoverato prima a Sansepolcro, poi a Città di Castello e poi in condizioni disperate al Meyer di Firenze.
Le speranze dei medici che il piccolo potesse uscirne vivo erano davvero poche ed invece ad un mese di distanza è stato dimesso ed è casa. Il percorso riabilitativo,   fanno sapere i sanitari, sarà lungo ed in ogni caso non è dato sapere se il piccolo ha riportato lesioni permanenti. ricoverato un mese fa al Meyer di Firenze in gravissime condizioni per un edema cerebrale, conseguenza di gravi disturbi diabetici.(da Arezzo notizie)
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