Riflessioni sul comunicato stampa rilasciato dal Sindaco franco Polcri dal titolo Vogliamo comunicare alla città lo stato reale del nostro amministrare”

Leggendo l’articolo del Sindaco Polcri, pubblicato sui quotidiani locali di questi giorni, non si può che rilevare il ripetersi, ancora una volta, di un elenco di cose che l’amministrazione sta facendo e che faticano ad avere un riscontro nella città. Se dall’articolo togliamo: qualche asfaltatura, due rotonde, il project financing per la costruzione del secondo ponte sul Tevere (che impegnerà l’amministrazione con ingenti risorse economiche e la cessione di proprietà importanti), l’avvio del contratto di quartiere ereditata dalla precedente amministrazione, non si capisce dove si muove l’operatività di questo Sindaco aldilà delle sue rappresentazioni.

Vengo agli argomenti:

Piano strutturale: così, com’è stato presentato, non risponde minimamente alle direttive della stessa legge regionale che considera il PS uno strumento di programmazione del territorio per i prossimi 20 25 anni.

Questo PS è nella migliore delle analisi una variante allo strumento urbanistico vigente.

È privo di una proiezione futura di sviluppo socio-economico, e quindi urbanistico della città.

Manca di una qualsiasi ambizione di sviluppo, Sansepolcro secondo questo piano fra 25 anni sarà come oggi, al palo, senza crescita economica, con un incremento demografico poco significativo, non hanno neanche provato a disegnare sulla carta le infrastrutture che “vorremmo”.

Realismo o poca lungimiranza?

Sicuramente è privo di qualsiasi aspirazione a ripensare la nostra città al centro del contesto sociale ed economico della Valtiberina Toscana e dell’Umbria, puntando proprio su quelle potenzialità imprenditoriali di qualità che già abbiamo e inserendo nel piano quello che gli imprenditori da sempre lamentano: le infrastrutture viarie e ferroviarie.

Infrastrutture su cui, da troppo tempo lamentiamo il disinteresse dei livelli istituzionali superiori nel ricercare le risorse economiche necessarie alla loro realizzazione, se poi neanche le prevediamo su un piano di programmazione urbanistica per i prossimi 25 anni, cosa possiamo sperare dagli altri?

Discutibili alcune scelte di potenzialità edificabile, una per tutte, “l’Intervento Speciale 11” (le villette sopra casa Buitoni), fortemente invasivo, sia per l’edificato, sia per le infrastrutture primarie che dovranno essere realizzate, senza considerare le inevitabili opere di stabilizzazione in un’area a rischio idrogeologico.

Nessuna pregiudiziale ideologica a costruire sulla collina, possiamo però realizzare edilizia di pregio a basso impatto ambientale su zone collinari di minore invasività ambientale.

Poco comprensibili le frastagliature che delimitano le nuove aree edificabili.

Discutibile la decisione di aver vincolato le scelte delle future amministrazioni prevedendo priorità di percorsi.

Queste sono solo alcune delle considerazioni sul piano strutturale.

L’iter è appena iniziato, siamo nella fase delle osservazioni ed è auspicabile, per il bene della città, che siano ascoltate dall’amministrazione.

Solo così potremo in parte correggere un piano strutturale blindato ed approvato dalla sola maggioranza, risicata, evitando il confronto ed il contributo delle forze politiche e dei cittadini.

Sicurezza degli edifici cittadini e delle strutture scolastiche.

Esiste un piano per la sicurezza per gli edifici dei cittadini?

Di certo esisteva un piano per la sicurezza degli edifici scolastici. Già da qualche mese doveva partire l’iter per la costruzione della nuova scuola elementare “Collodi”.

Era già stato individuato dove costruirla e il bilancio 2009 doveva tener conto di questa priorità.

Che fine ha fatto quel piano?

Che fine ha fatto la progettazione della nuova scuola Collodi?

Esiste il problema della messa in sicurezza sismica delle case Popolari di via del Prucino che ricordo furono fortemente lesionate con il terremoto del 2001.

All’epoca i residenti, oltre 30 famiglie, dovettero abbandonare per tre mesi le loro abitazioni.

La triste vicenda dell’Aquila deve responsabilizzare l’amministrazione e mettere la questione sicurezza al primo posto.

Ricordo che le case popolari sono di proprietà pubblica e l’amministrazione comunale ha il dovere d’intervenire per garantire la sicurezza dei cittadini che vi abitano.

Lo stanno facendo? Le sole parole non fermano i disastri.

Interventi a sostegno dell’economia,

E’oggi il settore più in sofferenza. Non si comprende cosa intenda il Sindaco, quando afferma “…rapporti con le categorie economiche nel frattempo si stanno facendo più intensi….”; “ … Il rapporto di collaborazione si sta consolidando e questo permette anche di mettere in moto iniziative rivolte ad esempio ai giovani, con forme di sostegno indirizzate al proseguimento degli studi….”.

Gli strumenti per sostenere le attività economiche sono:

Quelli urbanistici e sono legati alla definizione del piano strutturale oltre ad una forte e coesa azione politica di tutto il territorio per intercettare le risorse economiche necessarie per completare le infrastrutture.

La formazione professionale, di competenza della provincia che l’amministrazione può sensibilizzare per adeguare i corsi formativi alle richieste dell’imprenditoria locale.

Vi sono poi le scelte esclusive dell’amministrazione, più propriamente legate al commercio e all’artigianato.

Su questi ultimi settori, nulla si sta muovendo.

Lo sa il Sindaco che l’amministrazione, – a differenza di ciò che ha fatto il Comune d’Anghiari, – ha rinunciato, per la prima volta, a partecipare al bando regionale (decreto dirigenziale 6438 del 24.12.2008), per il coofinanziamento di progetti a sostegno dei Centri Commerciali Naturali?

Le uniche proposte per un intervento a sostegno della categoriaapprovata dal consiglio comunale il 10 aprile 2008. sono quelle che esplicitai nella mia funzione d’assessore al ramo, già nel bilancio di previsione per l’anno 2008 ed inserita nella relazione a bilancio,

Si trattavano di interventi economici a sostegno del commercio e dell’artigianato che però, pur approvati, non trovavano la copertura a bilancio.

La proposta poi ripresentata, non ebbe maggior fortuna, e non fu finanziata.

Non desistetti e nel bilancio di previsione 2009, non essendo più assessore al ramo, il progetto fu proposto dal Gruppo consiliare di Viva Sansepolcro.

Pure questo tentativo non ebbe maggiore fortuna e, nella maggioranza, tutto procedeva nel disinteresse generale.

Evidentemente erano più interessati all’agguato che subito dopo avrebbero teso nei confronti della lista civica con il documento sul canile.

Appare chiaro che, il Sindaco e il V. Sindaco, assessore alle attività produttive, se vogliono, possono fare qualcosa di concreto per i commercianti e gli artigiani. Il progetto cè…. È lì, nel cassetto.

Sansepolcro 11 maggio 2009.

Ex assessore della lista civica Viva Sansepolcro
Ferdinando Mancini

a breve saranno inseriti (e potrete scaricarli) i documenti cui fa riferimento Mancini nella sua lettera, documenti inoppugnabili, protocollati e altrettanto rigorosamente ignorati dal centrodestra cittadino-

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