Il Piano Strutturale esca dal “Palazzo”

Nella serata di giovedì 9 aprile 2009 abbiamo incontrato il direttivo della Consulta Interprofessionale dei Tecnici della Valtiberina Toscana, che ringraziamo per aver accettato il nostro invito.

La serata è stata una occasione costruttiva e seria per discutere apertamente una lunga serie di problematiche legate all’iter di adozione del Piano Strutturale a Sansepolcro. Dal confronto delle opinioni e dall’ascolto delle competenze tecniche dei professionisti del settore è emerso un quadro molto più chiaro della situazione.

Ci ritroviamo, ad anni di distanza dall’adozione dell’allora cosiddetto “Piano Ugolini” a cercare di comprendere se e quanto siano giuste e lungimiranti le scelte operate in sede di Piano Strutturale.

Come già affermammo nel 2004 e come abbiamo ribadito –non ascoltati- nei due anni in cui abbiamo fatto parte della giunta di Polcri, lo strumento urbanistico deve essere la summa delle volontà future di una città, non può dunque essere tenuto nascosto nelle stanze del Palazzo e poi calato magicamente dall’alto.

Il Piano, come abbiamo più volte detto, non è stato condiviso con la città, il che lo rende potenzialmente uno strumento molto debole e non lungimirante. Da quel poco che abbiamo potuto vedere, visto che -in palese contrasto con la stessa legge regionale che regola tale iter di adozione e apporvazione del Piano- non è permesso a nessuno poter prendere visione del piano se non esclusivamente nelle stanze dell’ufficio urbanistica, emergono già delle lacune sostanziali che ci fanno vedere questo piano in realtà solo come una grande variante urbanistica e poco più.

Non si vuole ovviamente criticare l’opera dei tecnici dell’ufficio urbanistica, che hanno certamente svolto un lavoro di grande mole e di alta qualità professionale. Ciò che è mancata finora è stata la politica, la capacità di fare delle scelte che lasciassero comprendere quali siano le linee di sviluppo della città nei prossimi 20-25 anni.

La condivisione mancata finora deve essere recuperata e la fase delle osservazioni non dovrà essere intesa soltanto come un passaggio formale, ma dovrà essere necessariamente l’ultima opportunità di costruire uno strumento urbanistico davvero utile e condiviso. Accogliamo dunque pienamente l’invito della Consulta a un dialogo costruttivo che impegni da subito tutte le forze politiche, sociali, tecniche e associazionistiche della città, che coinvolga seriamente i cittadini nell’elaborazione di uno strumento da cui dipende tantissimo.

Il Piano dunque deve tornare immediatamente all’attenzione generale e non dobbiamo assolutamente perdere l’opportunità di offrire alla città uno strumento forte e condiviso, ma per far questo serve un atteggiamento molto diverso, in primis, da parte dell’Amministrazione comunale.

Lista Civica Viva Sansepolcro

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post correlati